Manovra,intervento da 2,5-3 miliardi in 2008,500 milioni a Roma

giovedì 12 giugno 2008 17:37
 

ROMA (Reuters) - La manovra che il governo sta preparando per anticipare la Finanziaria 2009 conterrà anche un intervento sui conti 2008 per l'ammontare di circa 2,5-3 miliardi di euro.

In più, spiega una fonte di governo, nel carnet di misure allo studio del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, c'è anche un intervento a favore del comune di Roma, che si trova a sostenere un debito quantificabile a fine 2007 in circa 7 miliardi di euro, secondo Standard and Poor's.

"Le previsioni economiche peggiorano e le entrate cominciano a rallentare. Si parla di interventi sul 2008 per 2,5-3 miliardi", spiega la fonte.

Per evitare il dissesto finanziario del Campidoglio, il Tesoro è pronto a mettere sul piatto risorse per circa 500 milioni che dovrebbero trovare spazio nello stesso decreto di anticipo della Finanziaria.

Una fonte politica parla esplicitamente di un finanziamento a fondo perduto a favore della Capitale. Il governo, aggiunge, sta studiando anche interventi normativi "per permettere al comune di Roma la stesura dell'assestamento di bilancio", che va ultimato entro i primi di luglio.

Il decreto dovrebbe essere approvato, come da calendario, nel Cdm del 18 o 19 giugno, anche se non si esclude uno slittamento alla settimana successiva, probabilmente il 27 giugno: "Pensiamo di farcela e quindi dovrebbe essere la prossima settimana. Al massimo l'ultima settimana di giugno", spiega la fonte governativa.

Se la manovra sarà varata la prossima settimana il giorno più probabile è il 18, poiché il 19 e il 20 giugno è in programma a Bruxelles il Consiglio europeo dei Capi di Stato e di governo.

Nel decreto, che sarà accompagnato da uno o più disegni di legge, troveranno spazio gli annunciati interventi fiscali sui "profitti di congiuntura" di banche e compagnie petrolifere.

Come spiegato in più occasioni da Tremonti, per banche e probabilmente anche assicurazioni si prospetta una revisione della base imponibile (nella forma di una stretta sulla deducibilità degli interessi passivi). Per le compagnie petrolifere Tremonti lavora a quella che ha definito la Robin Hood tax, un'imposta sugli extraprofitti dovuti alla crescita nel prezzo del greggio che servirà a reperire risorse da destinare alle fasce più deboli.

Per mettere a punto la manovra da 36 miliardi nel triennio 2009-2011 (12 per ogni anno) si è svolta oggi a Palazzo Grazioli una colazione di lavoro. Alla riunione, oltre al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, hanno partecipato Tremonti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro per il Federalismo Umberto Bossi, dello Sviluppo Claudio Scajola, del Lavoro Maurizio Sacconi e della Funzione pubblica Renato Brunetta.

 
<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. REUTERS/Francois Lenoir (Belgio)</p>