Ue,nuova polemica di Berlusconi contro dichiarazioni Commissione

martedì 1 settembre 2009 18:42
 

ROMA/BRUXELLES, 1 settembre (Reuters) - Nuova polemica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che minaccia il veto dell'Italia contro le dichiarazioni di portavoce della Commissione Ue, dopo che ieri Bruxelles aveva dato notizia di aver chiesto informazioni a Italia e Malta sugli ultimi respingimenti di profughi in mare.

Secondo il Cavaliere infatti solo il presidente della Commissione europea o il suo portavoce potranno intervenire pubblicamente su un qualsiasi tema. Se invece gli altri commissari continueranno a esprimersi l'Italia non darà più il suo voto bloccando così il funzionamento del Consiglio europeo.

Il premier italiano ha parlato a Danzica in occasione della commemorazione dei 70 anni dallo scoppio della Seconda guerra mondiale.

"Si strumentalizzano espressioni di portavoce; è un problema che porterò sul tavolo del prossimo Consiglio dei capi di Stato e di governo e la mia posizione sarà decisa e precisa. Non daremo più il nostro voto, bloccando di fatto il funzionamento del Consiglio Europeo ove non si determini che nessun commissario europeo e nessun portavoce possa intervenire più pubblicamente su nessun tema", ha detto Berlusconi, ripreso dai microfoni di SkyTg24, aggiungendo che "deve spettare soltanto al presidente della Commissione europea o al suo portavoce intervenire".

"Chiederò che commissari e portavoce di commissari che continuino nell'andazzo di tutti questi anni vengano dimissionati in maniera definitiva", ha continuato. "Questa è una cosa che non si può più accettare perché si danno alle opposizioni di ogni paese delle armi che invece non esistono", ha aggiunto.

Bruxelles ha preferito astenersi dal commentare le dichiarazioni del presidente del Consiglio: "Non c'è nulla da aggiungere se non quello che è già stato detto", ha detto una portavoce della commissione, Pia Ahrenkilde Hansen, facendo riferimento alla risposata data lo scorso aprile a fronte di dichiarazioni simili. La Commissione ha anche detto che la richiesta di informazione all'Italia sui respingimenti fa parte delle normali procedure.

"Le comunicazioni dei commissari sono posizioni istituzionali, i commissari concernono il dovere di informare il pubblico delle loro azioni e iniziative che concernon il loro ruolo istituzionale", era stata la posizione della Commissione.

Le nuove dichiarazioni di Berlusconi contro la Commissione hanno suscitato dibattito e polemiche sia in Italia sia in Europa.

Con questo intervento Berlusconi "declina nel ridicolo", è l'opinione del responsabile del Pd per la Politica estera, Piero Fassino: "L'ossessione del presidente del Consiglio per qualsiasi parola che non sia di esaltazione del suo operato sta ormai declinando in ridicolo, quando si pretende che i commissari europei si trasformino in sordi e muti".

Polemico anche il capogruppo dei socialisti al Parlamento europeo, Martin Schulz: "Pensiamo che il capo di un governo non dovrebbe fare queste richieste. Berlusconi, ancora una volta, ha mostrato il suo profondo spirito antieuropeo".