PUNTO 1-Bce, frenata economia zona euro non fermerà prezzi -Bini

venerdì 11 luglio 2008 18:05
 

(aggiunge citazioni e background)

MILANO, 11 luglio (Reuters) - Nella zona euro, la frenata della crescita economica non basterà per contenere le pressioni inflative: per questo motivo e a fronte di rischi di un'inflazione al di sopra del 2% per un periodo superiore a 18-24 mesi, la Banca centrale europea ha deciso di alzare i tassi lo scorso 3 luglio.

Lo spiega Lorenzo Bini Smaghi del consiglio esecutivo della Banca centrale europea in un intervento che sarà pubblicato domani da MF/Milano Finanza.

"Il rallentamento dell'economia in atto anche in Europa - che nessuno vuole negare - contribuirà a contenere le pressioni [sui prezzi], ma non sufficientemente, a causa delle rigidità dei mercati dei beni e del lavoro" dice Bini Smaghi, secondo quanto anticipato dal settimanale. Questa è la differenza con l'economia americana, maggiormente flessibile.

Per il banchiere europeo, la stretta che ha portato il tasso di riferimento della zona euro al 4,25% ha già avuto effetti positivi sui tassi di mercato ed eviterà all'istituto centrale una manovra restrittiva più massiccia in futuro.

"L'aumento del tasso di interesse di riferimento ha dato un segnale chiaro e i risultati si sono visti; i tassi d'interesse a lungo termine si sono ridotti dall'inizio di giugno e le aspettative d'inflazione derivate dai titoli indicizzati si sono invertite" spiega Bini Smaghi.

Per quanto riguarda prezzi e salari, Bini Smaghi indica che "vi erano rischi rilevanti che l'inflazione avrebbe continuato a rimanere oltre 2% per un orizzonte temporale più lungo di 18-24 mesi" e che nella zona euro "sono in atto meccanismi di rincorsa dei prezzi interni" che si sommano allo shock esterno sui prezzi delle materie prime.

"In queste circostanze non muovere al rialzo i tassi avrebbe mandato ai mercati e alle parti sociali il chiaro segnale che la Bce è pronta ad accettare un tasso d'inflazione superiore al 2% per vari anni a venire, provocando, alla lunga, un aumento dei tassi a lungo termine" e ricadute sui salari, argomenta il banchiere centrale.

"Se tarda ad agire, [la Bce] dovrà poi aumentare i tassi ancora di più per contrastare la spirale inflazionista" conclude il banchiere.