Italia, necessaria azione contro peggioramento conti - Fmi

giovedì 8 maggio 2008 18:38
 

WASHINGTON (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale prevede che nel 2008 il deficit pubblico peggiori probabilmente in misura sostanziale e il debito pubblico aumenti, e di conseguenza sia necessaria una correzione per evitare un ulteriore peggioramento dei conti.

Lo ha detto il portavoce dell'Fmi, Masood Ahmed, in una conferenza stampa nella quale ha invitato il governo a una serie di riforme strutturali in senso liberale per innescare un balzo dell'economia.

"Dopo un buon miglioramento nel 2007 il deficit probabilmente peggiorerà sostanzialmente nel 2008 e il debito sta crescendo ancora" ha detto Ahmed. "Pensiamo che sia necessaria un'azione rapida per evitare un ulteriore scivolamento".

Nelle ultime stime del Fondo monetario contenute nel World Economic Outlook del 9 aprile il debito pubblico per il 2008 era indicato in calo a 103,6% del Pil dal 104% comunicato dall'Istat per il 2007.

Il portavoce ha aggiunto che un'altra priorità del governo sarà quella di raggiungere nel medio termine gli obiettivi di consolidamento fiscale, "il che naturalmente significa spese minori e più efficaci".

L'economia italiana ha bisogno secondo il Fondo di riforme strutturali che diano impulso all'economia, mentre i tagli fiscali che hanno l'obiettivo di stimolare la crescita devono comunque essere compensati da riduzioni di spesa.

Inoltre l'Italia deve "proseguire sulla riforma del bilancio e della spesa, assicurando la continuità nei miglioramenti sul fronte dell'evasione fiscale".

"L'obiettivo principale dovrebbe essere quello di liberalizzazioni strutturali di ampio respiro per iniziare un balzo dell'economia dal lato dell'offerta" ha deteto Masood. "Il nuovo governo ha la maggioranza per fare in modo che accada".

A chi gli chiedeva un parere circa l'intenzione del governo Berlusconi di eliminare l'Ici sulla prima casa, Ahmed ha risposto che ogni taglio "deve essere almeno pienamente compensato da una riduzione della spesa, considerata la necessità pressante di un consolidamento fiscale".