8 luglio 2008 / 16:36 / tra 9 anni

Manovra, governo cambia Robin tax, saltano royalties

<p>Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti REUTERS/Francois Lenoir</p>

ROMA (Reuters) - Soppressione per le società energetiche dell‘acconto di novembre sulle royalties per gli impianti di estrazione di idrocarburi, esenzione dall‘aliquota al 33% per le imprese che utilizzano fonti rinnovabili e fondo di solidarietà alimentato dalle banche.

È quanto prevede la bozza di emendamento del governo che modifica in diversi punti gli articoli 81 e 82 del decreto sulla manovra triennale.

Nel dettaglio il testo sopprime i commi da 1 a 15 dell‘articolo 81 che introducono, per i titolari di concessioni estrattive, l‘obbligo di dare allo Stato una ulteriore aliquota di prodotto della coltivazione e di provvedere dal 2008 al versamento di un acconto del valore delle aliquote.

Le norme soppresse concorrevano ad assicurare un gettito di 300 milioni nel 2009 di cui 200 milioni a novembre che servivano ad alimentare nel 2008 il fondo per i meno abbienti.

Come conseguenza, l‘emendamento prevede che il fondo venga ora alimentato dalle banche. La relazione cita infatti “le somme acquisite per effetto del recupero delle maggiori imposte sostitutive dovute dalle banche in relazione al riallineamento dei valori civilistici emersi per effetto del conferimento delle aziende bancarie, in attuazione della decisione della Commissione europea dell‘11 marzo 2008”.

SALTA CONFERIMENTO A STATO 1% PRODUZIONE

Al comma 16 l‘emendamento introduce l‘esenzione dalla addizionale Ires di 5,5 punti al 33% per le società che producono energia elettrica con biomasse o fonti rinnovabili e per le imprese che operano “solo in via marginale nei settori assoggettati” all‘incremento di aliquota.

Soppressa anche la parte dell‘articolo 81 che introduceva il conferimento allo Stato di una quota pari all‘1% della produzione annua.

Per compensare gli effetti sul gettito che le nuove norme comporteranno, l‘emendamento ridefinisce il periodo d‘imposta dal quale ha effetto l‘aliquota Ires al 33%, che da quello “in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto” diventa il periodo “successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007”.

Di conseguenza, tutte le società energetiche saranno soggette alla nuova aliquota dal 2008 a presindere dal momento di inizio e fine del periodo d‘imposta.

I RITOCCHI AL NUOVO REGIME FIFO PER LE SCORTE

Altre modifiche riguardano il trattamento fiscale delle plusvalenze maturate sulle scorte di petrolio.

Il decreto prevede che la valutazione delle scorte sia effettuata secondo il metodo della media ponderata o del “primo entrato primo uscito” (Fifo). Il valore delle scorte è quindi soggetto ad imposta sostitutiva Irpef, Ires e Irap con aliquota del 16%. L‘emendamento subordina l‘effetto dell‘aliquota sostitutiva al decorso di un “holding period” di tre esercizi durante il quale, spiega la relazione al testo, “la quantità delle rimanenze finali esistente al termine di ciascun periodo d‘imposta deve mantenersi almeno pari a quella esistente al termine del periodo d‘imposta di prima applicazione” della norma.

Nell‘esercizio in cui si verifica il mancato rispetto di questa condizione, aggiunge la relazione, “gli effetti dell‘imposta sostitutiva vengono meno con riferimento alle quantità vendute. Conseguentemente il costo fiscalmente riconosciuto delle stesse va ridotto del maggior valore assoggettato ad imposta sostitutiva del 16%”.

La parte di imposta già versata, aggiunge l‘emenedamento, è recuperata con il versamento dell‘imposta sui redditi.

CAMBIANO NORME SU BANCHE E FONDI D‘INVESTIMENTO

Cambia anche l‘articolo 82 su banche e assicurazioni. Per evitare fraintendimenti l‘emendamento conferma che la minor deducibilità sugli interessi passivi al 96% decorre dal 2008. Il governo ha studiato questa modifica tenendo conto dei soggetti che hanno un esercizio sociale non coincidente con l‘anno solare.

Novità anche per i fondi immobiliari chiusi. L‘emendamento prevede che l‘imposta patrimoniale dell‘1% sul valore netto dei fondi non si applichi ai fondi quotati nei mercati regolamentati.

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