Interbancario, fondi Bce non strutturali ma attenzione - Fitch

mercoledì 7 maggio 2008 11:17
 

BANGALORE, 7 maggio (Reuters) - Fitch Ratings è del parere che la politica Bce di assegnazione dei fondi continui, come nelle intenzioni di Francoforte, a favorire la liquidità dei mercati finanziari piuttosto che garantire il finanziamento strutturale del 'core business' degli istituti di credito europei.

Un rapporto pubblicato oggi evidenzia dunque da parte dell'agenzia una valutazione disallineata rispetto a quella di molti osservatori, secondo cui le banche europee starebbero facendo crescente ricorso ai finanziamenti Bce per far fronte alle necessità delle attività 'core'.

"Riteniamo che nessuno dei sistemi bancari nazionali dei paesi della zona euro dipenda dalla liquidità Bce nel finanziamento delle operazioni quotidiane" spiega Julia Peach, direttore Fitch e responsabile del gruppo sulle istituzioni finanziarie europee.

"Gli interventi Bce stanno riducendo il rischio sistemico delle banche e questo a propria volta si traduce in una maggiore stabilità del livello di rating. Non è tuttavia sostenibile una continua dipendenza da tali fonti di liquidità, che in caso di prolungamento della crisi potrebbe creare una dislocazione delle risorse di finanziamento per alcune banche" avverte.

La liquidità collocata dalla Bce risulta finanziare circa l'1,6% delle attività complessive del sistema bancario secondo i dati a fine marzo, poco oltre l'1,4% di gennaio 2000. Dalla nascita del sistema euro a oggi la proporzione risulta quindi soltanto marginalmente variata.

Il timore è però che i finanziamenti aggiuntivi e l'allungamento delle scadenze resi di recente disponibili dalla Bce mettano involontariamente a rischio il recupero dei mercati all'ingrosso.

"I criteri Bce hanno permesso ad alcune banche di strutturare transazioni più rischiose sia in termini di minor merito creditizio sia in termini di collaterale a rischio più elevato rispetto a quanto si vedeva prima della crisi dell'estate scorsa" osserva Stuart Jennings, responsabile per il settore finanza strutturata.

"E' possibile che le banche conservino il collaterale più liquido, quello che possono scambiare con le altre controparti, e riservino gli asset più illiquidi e il collaterale più rischioso da consegnare ai pronti contro termine Bce" aggiunge.

Al fenomeno hanno fatto più volte riferimento da qualche tempo anche i tesorieri italiani, individuandolo come uno dei motivi principali a monte del recente marcato rialzo nei tassi di assegnazione dei p/t settimanali riflesso anche dal marginale di 4,26% e medio ponderato di 4,29% nell'asta di ieri.   Continua...