Italia, Ue chiude procedura ma chiede più rigore su 2008

mercoledì 7 maggio 2008 16:38
 

MILANO (Reuters) - Con un documento approvato oggi, la Commissione Ue chiede ufficialmente all'Ecofin di decretare la chiusura della procedura di deficit eccessivo aperta contro l'Italia nell'estate 2005, indicando che il disavanzo è sceso sotto il 3% del Pil in maniera "credibile e sostenibile".

Nel documento, che ripercorre in modo dettagliato la storia della procedura contro Roma, la Commissione riconosce che l'Italia ha realizzato tra il 2006 e il 2007 una correzione strutturale dei conti di 3 punti percentuali, "ben superiore ai 1,6 punti percentuali richiesti", ma chiede maggiore rigore negli anni a venire.

"Il deterioramento previsto per la posizione di bilancio strutturale nel 2008 rispetto al 2007 - di oltre 0,25 punti percentuali del Pil - è chiaramente non in linea con la riduzione annuale di almeno 0,5% del Pil che è indicata nel Patto di stabilità" si legge nel documento.

In una nota che accompagna il rapporto il commissario agli Affari economici e monetario Joaquin Almunia osserva che la fase di consolidamento dei conti pubblici conferma il buon funzionamento delle regole comunitarie sulla disciplina di bilancio e ribadisce la richiesta di sforzi aggiuntivi.

"L'Italia deve basarsi sui risultati ottenuti nel 2007 per raggiungere il pareggio di bilancio appena possibile e porre il debito nazionale in fase decisamente calante in modo da liberare risorse a sostegno della crescita" scrive.

Il raggiungimento del pareggio di bilancio è fissato per il 2011, ma la Commissione ricorda che già lo scorso novembre l'Ecofin aveva indicato a Roma che il target del 2011 poteva essere a rischio se non fossero state rafforzate le misure sul deficit previste per il 2008.

Nel 2007 il deficit italiano si è ridotto all'1,9% dal 3,4% del Pil nel 2006, mentre per il 2008 la Ue indica un nuovo peggioramento a 2,3%. Il governo uscente ha indicato per il 2008 un obiettivo di disavanzo di 2,4% del Pil.

Un ultimo appunto della Commissione sul deficit riguarda i rischi alle proiezioni per il 2008 provenienti da alcune sentenze attese nei prossimi mesi, tra cui quella sulla non deducibilità dell'Irap.

"Rischi provengono anche dalle prospettive sulla crescita economica" si legge nel documento.   Continua...

 
<p>Il presidente del Consiglio uscente Romano Prodi (a sinistra) col presidente della Commissione Europea Jos&eacute; Manuel Barroso. REUTERS/Thierry Roge (BELGIUM)</p>