PUNTO 2-Italia, Ue chiude procedura ma chiede più rigore su 2008

mercoledì 7 maggio 2008 16:36
 

(aggiunge nota Almunia a paragrafi 4, 5 e 6)

MILANO, 7 maggio (Reuters) - Con un documento approvato oggi, la Commissione Ue chiede ufficialmente all'Ecofin di decretare la chiusura della procedura di deficit eccessivo aperta contro l'Italia nell'estate 2005, indicando che il disavanzo è sceso sotto il 3% del Pil in maniera "credibile e sostenibile".

Nel documento, che ripercorre in modo dettagliato la storia della procedura contro Roma, la Commissione riconosce che l'Italia ha realizzato tra il 2006 e il 2007 una correzione strutturale dei conti di 3 punti percentuali, "ben superiore ai 1,6 punti percentuali richiesti", ma chiede maggiore rigore negli anni a venire.

"Il deterioramento previsto per la posizione di bilancio strutturale nel 2008 rispetto al 2007 - di oltre 0,25 punti percentuali del Pil - è chiaramente non in linea con la riduzione annuale di almeno 0,5% del Pil che è indicata nel Patto di stabilità" si legge nel documento.

In una nota che accompagna il rapporto il commissario agli Affari economici e monetario Joaquin Almunia osserva che la fase di consolidamento dei conti pubblici conferma il buon funzionamento delle regole comunitarie sulla disciplina di bilancio e ribadisce la richiesta di sforzi aggiuntivi.

"L'Italia deve basarsi sui risultati ottenuti nel 2007 per raggiungere il pareggio di bilancio appena possibile e porre il debito nazionale in fase decisamente calante in modo da liberare risorse a sostegno della crescita" scrive.

Il raggiungimento del pareggio di bilancio è fissato per il 2011, ma la Commissione ricorda che già lo scorso novembre l'Ecofin aveva indicato a Roma che il target del 2011 poteva essere a rischio se non fossero state rafforzate le misure sul deficit previste per il 2008.

Nel 2007 il deficit italiano si è ridotto all'1,9% dal 3,4% del Pil nel 2006, mentre per il 2008 la Ue indica un nuovo peggioramento a 2,3%. Il governo uscente ha indicato per il 2008 un obiettivo di disavanzo di 2,4% del Pil.   Continua...