6 maggio 2008 / 13:58 / 9 anni fa

Infrastrutture, Camere di Commercio varano fondo da 300 mln

MILANO, 6 maggio (Reuters) - Nasce il Fondo sistema infrastrutture (Fsi), nuovo strumento per gli investimenti in strade, porti ed energia promosso da Orizzonte Sgr, società che fa capo alle Camere di Commercio.

Orizzonte è stata autorizzata da Bankitalia l‘8 aprile scorso ed è in attesa del via libera al regolamento, previsto al più tardi a settembre.

Fsi, è stato spiegato dai vertici di Orizzonte nel corso di un incontro con la stampa, ha un obiettivo di raccolta di 300 milioni di euro, con una capacità di investimento e con l‘utilizzo della leva finanziaria tramite società veicolo, di 1 miliardo.

“Entro il 2008 puntiamo al primo closing del fondo e a varare il primo investimento”, ha spiegato Sergio Duca, presidente di Orizzonte.

La Sgr nasce dall‘esperienza di Tecno Holding, società che fa capo alle Camere di Commercio (101 soggetti, con la Camera di Torino che controlla il 30% circa del capitale), che, ha ricordato Aldo Napoli, amministratore delegato di Orizzonte, “fino al 2002 ha gestito Cerved Spa”, poi ceduta al sistema bancario.

Grazie al ricavato dell‘operazione Cerved, hanno affermato Duca e Napoli, il patrimonio netto di Tecno Holding è salito a 200 milioni e si è presentata l‘esigenza di reinvestire le plusvalenze. Da qui l‘idea di creare un fondo dedicato alle infrastrutture, ovvero “target coerenti con lo sviluppo dell‘economia locale”, mission delle Camere di Commercio.

Tecno Holding sottoscriverà un terzo dei 300 milioni che Fsi punta a raccogliere, mentre il resto dovrebbe arrivare da istituzionali. Gli investimenti, ha detto Fabio Cappon, advisor finanziario di Orizzonte, “saranno compresi fra 5 e 50 milioni di euro, per un valore delle infrastrutture sottostanti compreso fra 25 e 500 milioni”.

Il fondo avrà durata di 15 anni, ha aggiunto Cappon, avrà “un rendimento atteso superiore al 10% annuo” e punterà “sia su nuove infrastrutture (greenfield), sia su quelle esistenti (brownfield), privilegiando le iniziative già concessionate per ridurre il rischio”.

Fra i settori d‘interesse per Fsi figurano le strade con pedaggio, ma, ha precisato Napoli, “non i grandi progetti che sono attesi in Lombardia”, come Pedemontana e Brebemi, dove “al limite potremmo partecipare come co-investitori”; saranno privilegiate, invece, le bretelle a pedaggio.

Riflettori puntati anche sulle energie rinnovabili; in particolare, ha argomentato Napoli, “il fotovoltaico, che è meno esposto al rischio grazie al conto energia”, garantisce una “maggiore certezza sul ritorno” e consente di “sfruttare le superfici dei tetti delle fiere controllate dalle Camere di Commercio per i pannelli”.

Nel mirino, inoltre, i porti, “con priorità a quelli turistici”, i campus universitari, il trasporto locale (“Metropolitane e parcheggi adiacenti”) e il ciclo dei rifiuti.

Infine, attenzione agli aeroporti regionali, dato che Tecno Holding è già presente nel capitale delle società che gestiscono gli scali di Torino, Firenze e Bologna. Napoli, che ha parlato di “settore aeroportuale molto confuso, anche a causa delle scelte dei vettori”, ha ammesso di guardare con interesse agli sviluppi degli aeroporti di Verona e Brescia.

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