Sanità, commissariamento per Regioni in rosso - Sacconi

giovedì 5 giugno 2008 14:58
 

ROMA, 5 giugno (Reuters) - Lo schema di federalismo fiscale al quale lavora il governo prevede per le Regioni in "rosso" il commissariamento e il ritorno alle urne come punizione per gli amministratori politici "falliti" che non hanno saputo mantenere in ordine i bilanci.

Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi nel corso di un'audizione al Senato sulle linee programmatiche in campo sanitario.

"Il federalismo fiscale si sosterrà attraverso un sistema di deterrenze: la prima sarà l'innalzamento della pressione fiscale. Entro un certo scostamento scatta un inasprimento della pressione fiscale locale", ha detto Sacconi.

"Ma ovviamente oltre quella soglia quel federalismo fiscale diventa odioso, una forma di punizione dei cittadini. Oltre quella soglia credo si dovrà lavorare a un'ipotesi di fallimento politico, un commissariamento dell'ente regionale e di consegna degli amministratori al giudizio degli elettori. Credo poi che quasi certamente i politici falliti non saranno ricandidabili", ha aggiunto.

Sacconi non si è sbilanciato sulla verifica che il governo sta portando avanti circa il reale stato dei conti delle regioni in rosso, ma riferendosi ai piani di rientro ha detto: "Guai se si facesse finta di nulla di fronte a un piano responsabilmente negoziato che non venisse rispettato".

Il ministro mostra preoccupazione per l'andamento della spesa sanitaria nel medio lungo termine, che da qui al 2050 potrebbe più che raddoppiare.

"La spesa sanitaria è preoccupante non solo per il presente ma soprattutto per le tendenze variamente considerate", ha detto Sacconi.

"Potremmo dire che nel corso del 2007 si è toccato un deficit sanitario di 2,3 miliardi a fronte di 102 miliardi di spesa complessiva, quindi la spesa si colloca in una dimensione apparentemente controllata. In realtà nel 2007 non scontiamo alcune variabili: l'imputazione degli oneri contrattuali del biennio 2006-2007 e ancor più ci preoccupa la tendenza a medio-lungo termine che tutti gli osservatori ipotizzano raddoppiare al 2050 in assenza di politiche correttive", ha aggiunto.