Ici tassa utile, rischi distorsivi in sgravi straordiari - Ocse

mercoledì 4 giugno 2008 18:25
 

MILANO, 4 giugno (Reuters) - L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ritiene che l'italiana Ici sia una tassa utile e che la riduzione della tassazione sugli straordinari porti con sè un rischio di distorsione.

Lo ha spiegato a Reuters Paul O'Brien, senior economist del Dipartimento di ricerca economica dell'organizzazione internazionale. Sottolineando, però, come queste due misure da poco annunciate dal governo Berlusconi non siano state incluse nelle previsioni pubblicate stamane.

L'Economic outlook semestrale indica una nuova previsione di crescita di 0,5% per il Pil italiano nel 2008, in deciso calo rispetto a 1,3% indicato a dicembre. Il deficit/pil è visto in rialzo a 2,5% da 1,9% di fine 2007. Il debito rimane troppo elevato, per l'Ocse, che richiama anche l'attenzione su una possibile lieve risalita del tasso di disoccupazione.

"In generale, l'Ocse pensa che la tassazione locale sugli immobili sia utile, che abbia un ruolo nel sistema fiscale" dice O'Brien, che non vuole spingersi, però, a criticare apertamente il taglio dell'Ici deciso dal nuovo governo, in attesa di capire come la misura verrà coperta.

Stessa sorte per il piano del governo di ridurre la tassazione sugli straordinari.

"L'obiettivo di spingere le persone che lo desiderano a lavorare di più è positivo, ma tassare il reddito derivante dal lavoro straordinario diversamente da quello dell'attività normale comporta il rischio di distorsione" dice l'economista. Per O'Brien questo provvedimento, già provato anche in Francia, potrebbe spingere lavoratori e datori di lavoro a far passare una parte di normale attività lavorativa come lavoro straordinario per avere benifici fiscali.

Se i giudizi sulle misure specifiche del nuovo governo sono molto cauti, la bussola dell'Ocse rimane quella della copertura di nuovi sgravi fiscali con corrispondenti tagli di spese, per evitare un aumento ulteriore del debito.

"Possiamo accettare che il disavanzo salga, in maniera pressochè automatica, come effetto del rallentamento economico, ma riteniamo che il governo italiano non debba cercare di sostenere in modo attivo la domanda e la crescita", dice O'Brien.

"Non pensiamo che il governo debba tagliare le tasse o aumentare le spese per sostenere la domanda. Di conseguenza, ogni taglio fiscale, se significativo in termini di gettito, dovrebbe essere controbilanciato da una riduzione della spesa", precisa, richiamando quanto contenuto nell'Economic outlook.

In generale, oltre a raccomandare un proseguimento degli sforzi per attuare le riforme strutturali, l'economista raccomanda che l'Italia rispetti il piano di riduzione di debito e deficit concordato con le istituzioni europee, che prevede il pareggio di bilancio nel 2011.