June 2, 2008 / 11:09 AM / 9 years ago

Italia conferma target pareggio,ok Europa piano Tremonti

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<p>Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al Consiglio europeo di Bruxelles, il 14 maggio 2008.Francois Lenoir</p>

FRANCOFORTE (Reuters) - E' un clima di apertura quello che si respira durante i lavori dell'Eurogruppo informale nei confronti della strategia di bilancio italiana presentata da Giulio Tremonti.

Il neo inquilino di Via XX Settembre, informa il commissario Ue agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia, ha confermato in sede europea che Roma manterrà l'obiettivo del 2011 per l'azzeramento del disavanzo pubblico.

Il ministro ha incontrato il commissario guardiano della disciplina di bilancio dell'Unione e confermato l'obiettivo anche di fronte ai colleghi Uem, dice Almunia, dunque la data del 2011 verrà ribadita con la stesura del prossimo Documento di programmazione economica e finanziaria.

La conferma dell'obiettivo 2011 è arrivata poi anche dallo stesso Tremonti a margine dei lavori: "applichiamo il piano Prodi/Padoa-Schioppa".

A parere del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker, inoltre, i provvedimenti già varati dal ministro italiano e quelli allo studio vanno nella direzione giusta.

"L'Italia deve continuare il consolidamento e tutto quello che va in questa direzione va bene" spiega a margine della conferenza stampa al termine dell'incontro dei quindici ministri Uem presso il quartier generale Bce.

Anche in questo caso il ministro italiano si limita di fatto ad assentire, precisando però che alcuni dei nuovi provvedimenti come l'intesa con l'Abi per la rinegoziazione dei mutui hanno destato l'interesse di alcuni colleghi Uem.

Rispondendo a una domanda sul gradimento da parte dell'Eurogruppo spiega: "Ho detto di avere illustrato tutte le misure adottate e tra queste quella sui mutui".

A chi gli chiedeva se l'accordo avesse destato l'interesse dei paesi Uem, ha aggiunto: "Di alcuni sì [...] trasferiremo il know how".

Quanto poi alla soddisfazione per la buona accoglienza alle misure di politica economica del governo, il ministro liquida però le domande dei cronisti con un laconico "vediamo domani".

Secondo alcuni quotidiani Via XX Settembre starebbe studiando una manovra da circa 10 miliardi di euro per il 2009, con un anticipo di circa 5 miliardi da presentare a brevissimo in concomitanza con il Dpef.

Primo via libera dunque, per quanto informale, da un lato a misure già oggetto di legge come abolizione dell'Ici sulla prima casa e datassazione degli straordinari e dall'altro alla prospettiva di un piano pluriennale per la correzione del disavanzo.

In tempi di congiuntura difficile come quella attuale, alle prese con il rallentamento globale e i picchi dell'inflazione, il quadro che emerge dalla riunione odierna è del resto quello di un implicito ammorbidimento delle norme sulla disciplina in materia di conti pubblici.

Juncker spiega infatti alla stampa che data ultima per il pareggio di bilancio dei paesi Uem è quella del 2012, mentre l'obiettivo del 2010 indicato la primavera scorsa a Berlino resta ma è da considerarsi condizionato all'andamento ciclico dell'econonia.

"Stiamo dicendo oggi che il 2010 rimane un obiettivo ma condizionato alla performance del ciclo economico" dice il numero uno dell'Eurogruppo in conferenza stampa.

"Il 2012 non è invece influenzato dalla performance della crescita... si tratta di un termine che non può oscillare né venire relativizzato e vi invito a spargere la parola" aggiunge.

Le ultime proiezioni della Commissione, stime di primavera, indicano per quest'anno una crescita Uem in rallentamento a 1,7% dal 2,6% dell'anno scorso.

Restando in tema di conti pubblici, sempre a Francoforte il Fondo monetario internazionale ha presentato stamane le conclusioni della missione 'article IV' sulla zona euro, da cui emerge un quadro a tinte miste in cui si parla di preoccupazione per i "paesi ad alto debito" senza peraltro riferimento alcuno a casi specifici.

A parere di Alessandro Leipold, economista Fmi responsabile per l'Europa, "la politica di bilancio è stata positiva ma ineguale... il classico caso del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: circa la metà dei paesi euro hanno raggiunto l'obiettivo di medio termine del 'close to balance' ma gli altri no, e della seconda metà fanno parte quasi tutti i paesi ad alto debito" spiega.

Della seconda categoria fa naturalmente parte l'Italia, in quanto tale chiamata a correggere il deficit strutturale al ritmo di 0,5% del Pil l'anno e a usufruire al minimo degli stabilizzatori automatici.

"Il fenomeno è preoccupante, dato che la spesa pensionistica è destinata ad accelerare poco dopo il 2010 a causa del trend demografico" si legge nelle conclusioni Fmi a proposito dei paesi lontani dall'obiettivo di medio termine.

"Preoccupa anche che in alcuni di questi paesi il disavanzo pubblico rischi di sforare i parametri di Maastricht nel breve termine. Infine, di fronte all'allentamento di alcuni bilanci già nel 2008 si vedono crescenti segnali di impulsi espansivi in alcuni paesi" continua il documento.

Nel rapporto semestrale di aprile il Fondo ha prospettato per il disavanzo pubblico italiano un livello di 2,5% rispetto al prodotto interno lordo sia quest'anno sia il prossimo dopo l'1,9% del 2007, mentre sul rapporto debito/Pil l'attesa è di 103,6% nel 2008 e 104,0% nel 2009 come si è chiuso l'anno scorso.

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