Manovra, gettito fiscale finora sempre sovrastimato -Corte Conti

mercoledì 2 luglio 2008 14:59
 

ROMA, 2 luglio (Reuters) - Fino ad ora il governo ha sempre sovrastimato in sede di Finanziaria l'andamento del gettito fiscale. Lo sottolinea la Corte dei Conti nel corso di un'audizione in Parlamento sul Dpef.

"Va evidenziato come le verifiche effettuate a consuntivo abbiano, finora, sistematicamente portato a rilevare effetti complessivi di sovrastima che [...] per la manovra finanziaria varata a fine 2006 si cifrano fra il 17 e il 20%", dice la Corte dei Conti.

Secondo la relazione tecnica al decreto sulla manovra triennale, le misure del governo dovrebbero assicurare nei quattro anni al 2011 maggiori entrate per poco meno di 18,2 miliardi.

Per la Corte le preoccupazioni sul gettito tributario sono "accentuate dall'inevitabile ritardo con il quale le entrate reagiscono al rallentamento del prodotto interno lordo (ciò che proietta sul 2009 una tendenza non favorevole) e dai rischi degli esiti legati alla prossima decisione della Corte costituzionale sull'Irap, nonché dalle incertezze sull'adeguatezza delle coperture per la riforma Ires-Irap".

"Dunque, la limitata efficacia dei tentativi sperimentati negli ultimi anni per controllare la spesa pubblica emerge ora con più evidenza, poiché essa non trova più compensazione [...] nell'andamento del gettito tributario", sostiene la Corte, che torna a porre l'accento sui rischi "di considerare permanente una esplosione di entrate non giustificata dalla dinamica dell'attività economica".

Quanto al Dpef, la Corte dei conti "prende atto con realismo" che i margini di manovra per una correzione dei saldi di finanza pubblica restano molto limitati e dice che il quadro programmatico indicato dal governo conferma la "sussistenza di fattori di rischio nelle condizioni dei conti pubblici italiani".

"Il quadro programmatico di finanza pubblica proposto nel Dpef ben rappresenta questa situazione di empasse di breve periodo. Esso prevede, infatti, una sostanziale invarianza della pressione fiscale sugli elevati livelli dell'ultimo biennio", dicono i magistrati contabili.