PUNTO 1-Speculazione, usare articolo 81 Trattato Ue - Tremonti

mercoledì 2 luglio 2008 10:17
 

(Aggiunge altre dichiarazioni Tremonti al quinto paragrafo)

ROMA, 2 luglio (Reuters) - Il governo italiano ha intenzione di chiedere in sede europea l'applicazione dell'articolo 81 del Trattato che riguarda anche le manipolazioni di mercato per frenare i fenomeni speculativi alla base del rialzo del greggio.

Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso di un'audizione in Parlamento sul Dpef.

"Chiederemo l'applicazione dell'articolo 81 del Trattato che riguarda la manipolazione del mercato e che si applica a operatori non posizionati dentro il perimetro dell'Europa", ha detto Tremonti, per il quale quella in corso è "la crisi più grave dal dopoguerra".

L'articolo 81 dispone che sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune.

Tremonti ritiene che i fenomeni inflattivi osservati in questi mesi siano diversi dalle dinamiche ordinarie che portano alla crescita dei prezzi.

"L'inflazione interna ha una sua dinamica e dimensione. Quello che si sviluppa sopra è una cosa diversa ed è l'effetto che dall'esterno si sviluppa su tutti i Paesi europei".

"Sono fatti esterni che hanno effetti interni. Sappiamo che o si agisce sull'esterno o non si ottengono effetti positivi", ha spiegato Tremonti, aggiungendo che "un conto è l'inflazione interna un conto la mostruosità che si sta manifestando".

Per frenare i fenomeni speculativi, Tremonti ha rilanciato la sua proposta di aumentare i margini di deposito per chi investe sui future.

"Ho fatto questa proposta e mi risulta che al Congresso Usa è apparso in discussione sotto forma di una serie di draft su questo tipo di provvedimenti. C'è gente che discute sulla speculazione e ricorda un po' don Ferrante che, ponendosi la questione se fosse sostanza o accidente e discutendo in questi termini, alla fine è morto di peste", ha detto Tremonti. Nel mirino del ministro sono finite le grandi banche d'affari internazionali: "Certo che se una grande banca d'affari dice che il petrolio andrà a 200 dollari poi ci sono chance che avvenga davvero, l'ipotesi si invera, magari la stessa banca ha comprato future per quell'importo. Io ho chiesto questo e abbiamo ottenuto l'avvio di un'indagine da fare con il Fondo monetario internazionale, secondo me c'è poco da indagare ma quanto meno è utile parlare di questo".