PUNTO 1 - Ok Camera a decreto su Ici, straordinari, va in Senato

martedì 1 luglio 2008 17:54
 

(Aggiunge contenuto provvedimento)

ROMA, 1 luglio (Reuters) - La Camera dei deputati ha approvato il decreto fiscale che contiene l'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali, la detassazione parziale degli straordinari e le norme sulla rinegoziazione dei mutui.

Il decreto, sul quale il nuovo governo ha posto la sua prima fiducia su un provvedimento parlamentare, è stato approvato con 283 voti a favore e 251 contrari e passerà ora al Senato per la seconda e probabilmente ultima lettura.

Quanto alle misure, il decreto estende l'abolizione dell'Ici sulle prime case (a quella già attuata dal precedente governo) ad eccezione di quelle di lusso (categorie catastali A1, A8 e A9). Il costo della misura è pari a 1,7 miliardi. Se si tiene conto della parziale esenzione stabilita dal governo Prodi nella Finanziaria 2008, che già esentava il 40% delle prime case, il valore totale dell'operazione ammonta a 2,6 miliardi.

Per i Comuni non ci saranno oneri poiché il governo si è impegnato a rimborsare il mancato gettito.

Il provvedimento sospende poi il potere di Regioni ed enti locali di deliberare aumenti delle addizionali locali sui tributi. Esclusi dal blocco le Regioni con i conti sanitari in rosso per le quali è previsto un aumento automatico delle addizionali già dalla Finanziaria 2007.

Altro piatto forte del decreto è la detassazione di straordinari e premi di produttività per un periodo sperimentale di sei mesi. La misura si applica ai redditi fino a 30.000 euro e prevede un'aliquota secca del 10% su un importo massimo di 3.000 euro (escluso per ora il pubblico impiego).

Da ultimo, il decreto disciplina la convenzione tra Tesoro e Abi che consente di rinegoziare i mutui a tasso variabile stipulati per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell'abitazione principale.

La rinegoziazione assicura la riduzione delle rate del mutuo ad un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all'importo originario del mutuo il tasso di interesse risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati nel 2006.

La differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originario e quello risultante dalla rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso che si ottiene in base all'Irs a dieci anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread di 0,5 punti.