MONETARIO - Cosa succede oggi lunedì 14 dicembre

lunedì 14 dicembre 2009 07:48
 

* Attesa per i dati macro relativi alla zona euro, con il dato sulla disoccupazione nel terzo trimestre e quello sulla produzione industriale in ottobre. Le attese per la produzione sono di una contrazione dello 0,7% congiunturale e di un calo del 10.9% tendenziale.

* Su 'La Stampa' Bini-Smaghi parla della situaizone finanziaria della Grecia, precisando che il paese deve mettere in atto misure che entro la fine del 2010 riportino il rating a un livello 'A'. Il membro del comitato esecutivo della Bce parla anche di yuan e Cina. "Noi siamo alleati degli Usa nel fare pressione sulla Cina perché rivaluti lo yuan, ma anche alleati con la Cina nel chiedere agli Usa una politica economica coerente con la stabilità finanziaria globale e un dollaro forte". Bini-Smaghi nell'intervista fa anche riferimento ai bonus dei dirigenti delle banche, dicendo che "oggi la frattura fra la società civile e la finanza rischia di approfondirsi" e ricorda il caso Lehman.

* A sorpresa, Abu Dhabi ha fornito 10 mld dollari a Dubai per aiutare l'emirato vicino a rimborsare il bond islamico Nakheel in scadenza oggi. Il gruppo immobiliare mella prima metà dell'esercizio ha registrato una perdita 13,4 miliardi di dirham, l'equivalente di 3,65 mld di dillari. La controllante Dubai World la settimana scorsa ha chiesto una moratoria di sei mesi per il rimborso dell'obbligazione.

* L'indice Tankan per il quarto trimestre ha evidenziato per il Giappone un morale superiore alle attese degli economisti, con l'indice principale sulla fiducia delle grandi industrie manifatturiere a -24 dal -33 del semestre precedente, a fronte di attese per un -27. L'indice per le grandi industrie non manifatturiere si è attestato a -22 da -24. Sempre in Giappone, la produzione industriale di ottobre è stata confermata a +0,5% su mese, con un indice di utilizzo della capacità a +0,2%.

* Nella notte, il greggio Usa è sceso di oltre un dollaro colpito dai timori relativi alle scorte e dalla forza del dollaro. Alle 7,25 circa il future a gennaio sul greggio leggero Usa cede 33 centesimi a 69,54 dollari al barile, dopo un minimo di seduta a 68,59. La stessa scadenza sul Brent avanza invece di 14 centesimi a 72,02 dollari al barile.   Continua...