Grecia, Weber non vede necessità intervento Fmi

mercoledì 9 dicembre 2009 13:11
 

FRANCOFORTE, 9 dicembre (Reuters) - Non è necessario un intervento del Fondo monetario internazionale per aiutare la Grecia a uscire dalle difficoltà di bilancio, secondo Axel Weber, membro del consiglio Bce.

Weber ha spiegato all'International Club of Frankfurt Business Journalists che l'Europa ha una serie di regole - codificate nel patto di stabilità e di crescita - che non coinvolgono l'Fmi.

"Da un mio punto di vista e dato che abbiamo un quadro normativo fiscaale che funziona, non vedo la necessità di aggiungere altro", ha spiegato Weber riferendosi al ruolo del Fondo.

Fitch Ratings ha tagliato ieri il debito della Grecia a "BBB+" con outlook negativo. E' la prima volta in dieci anni che una primaria agenzia di rating inserisce la Grecia al di sotto del livello di "A", citando il deterioramento fiscale in una delle economie più deboli della zona euro.

Il ministro delle Finanze greco, George Papaconstantinou, in conferenza stampa ha dichiarato che il paese farà affidamento sulle proprie capacità e farà il possibile per ridurre il deficit di bilancio, atteso al 12,7% del Pil nel 2009.

Weber ha avvertito che è necessario un rapido consolidamento in Grecia e non compete alla Bce la soluzione dei problemi del paese, in quanto la politica monetaria può essere applicata soltanto alla zona euro nel suo insieme e non ai singoli paesi, mentre la responsabilità spetta ai politici nazionali.

"La palla è prima di tutto nella metà campo della Grecia", ha sottolineato Weber, aggiungendo che il processo di aggiustamento dei conti del paese sarà "doloroso e verrà portato avanti nei prossimi anni".

Le banche greche non sono a rischio, ha aggiunto Weber. Nonostante il downgrade, dovrebbero infatti essere in grado di rifinanziarsi attraverso la Bce, che accetta i bond governmativi con rating fino a 'BBB-' a causa della crisi finanziaria fino alla fine del 2010. Weber non ha voluto fare commenti su che cosa potrebbe accadere dopo il 2010, quando il rating minimo del collaterale accetato da Francoforte potrebbe tornare al livello pre crisi di 'A-'.