Monetario, o/n fermo a 0,3%, previsto balzo depositi, attesa Bce

mercoledì 2 dicembre 2009 12:00
 

MILANO, 2 dicembre (Reuters) - Calma piatta sull'interbancario dei depositi a brevissimo, dove il periodo overnight si mantiene in area 0,3%, mentre aumenta di quasi 12 miliardi di euro rispetto alla seduta di lunedì l'utilizzo dei depositi marginali Bce.

Ampiamente previsto dai tesorieri, il marcato incremento nel ricorso ai depositi overnight va messo in relazione sia all'approssimarsi della chiusura del mese di riserva lunedì prossimo sia soprattutto all'appuntamento di domani con il consiglio mensile dell'istituto centrale di Francoforte.

Gli istituti di credito hanno parcheggiato presso la Bce al tasso di 0,25% fondi per 82,324 miliardi, ampiamente oltre i 70,504 della seduta di lunedì, e gli addetti ai lavori non escludono un nuovo aumento delle 'standing facilities' da qui alla chiusura del mese rob. "In vista della fine del mese rob siamo come di consueto in una situazione di eccesso di fondi e l'aumento dei depositi è assolutamente fisiologico... a questo si va a sommare il clima di incertezza in vista degli annunci Bce di domani" commentano da una tesoreria.

Il presidente Jean-Claude Trichet si è infatti impegnato a illustrare al termine del consiglio di domani i primi dettagli sulla 'strategia d'uscita' dalle misure 'non standard' a sostegno della liquidità. L'attesa si concentra anche sull'annuncio delle condizioni del prossimo pronti termine a dodici mesi e sulle nuove stime macro trimestrali dello staff.

Le ultime indiscrezioni stampa circolate ieri danno il consiglio Bce ancora indeciso sulle modalità dell'asta a un anno - molto probabilmente l'ultima della serie - di cui starebbe tuttora valutando la possibilità di un'indicizzazione del tasso.

"Si attendono le nuove stime dello staff che per la prima volta coprono il 2011, i dettagli sull'exit strategy e l'annuncio delle condizioni del p/t a dodici mesi" osserva il tesoriere.

"Ipotesi a nostro avviso più probabile è di una conferma del tasso di 1% - aggiunge - dal momento che l'aggiunta di uno spread o l'opzione di un tasso variabile potrebbe venire interpretata dai mercati come segnale di futuro rialzo dei tassi, spingendo le banche ad aumentare la richiesta di fondi nell'asta di dicembre".

Prosegue intanto la frazionale risalita dei tassi Euribor: in occasione del fixing londinese quotidiano passano da 0,720% a 0,721% la scadenza a tre mesi e da 0,997% a 0,998% i sei mesi, mentre la settimana scivola di un millesimo a 0,378%.

Passa così a 27,7 centesimi dai 28 di ieri il differenziale tra Euribor ed Eonia a tre mesi, considerato un fedele indicatore del premio al rischio che il mercato è disposto a pagare in fase di progressivo rientro anche grazie allo sfumare dei timori sul Dubai.   Continua...