Zona euro, pochi effetti crisi Dubai,euro sopravvalutato-Juncker

mercoledì 2 dicembre 2009 07:54
 

BRUXELLES, 2 dicembre (Reuters) - La ripresa della zona euro non sarà messa in pericolo dalla crisi del Dubai, dal momento che le banche dei sedici paesi dell'euro hanno un'esposizione molto contenuta nei confronti dell'Emirato. Quello che rischia di frenare il ritorno alla crescita dell'economia europea è, invece, la forza dell'euro nei confronti del dollaro e dello yuan cinese.

Lo ha spiegato ieri notte Jean-Claude Juncker, presidente uscente dell'Eurogruppo che dovrebbe essere riconfermato a gennaio per altri due anni e mezzo.

"Gli eventi di Dubai mostrano abbastanza chiaramente che c'è ancora molta fragilità. I problemi che sta affrontando l'Emirato impattano la zona euro solo in misura minore perchè l'esposizione delle istituzioni bancarie [europee al Dubai] è molto limitata... questi fatti non fermeranno il ritorno della zona euro alla crescita", ha detto Juncker nella conferenza stampa finale. "La ricaduta sarà molto bassa e non ci sono motivi di preoccupazione".

Il presidente dell'Eurogruppo ha riferito che Marek Belka, direttore del dipartimento del Fondo monetario che si occupa dell'Europa, ha indicato che l'euro è sopravvalutato nel proprio rapporto annuale sull'area monetaria.

"Siamo d'accordo con lui che nel 2011 bisognerà iniziare a consolidare le nostre finanze pubbliche e siamo d'accordo quando dice che l'euro è sopravvalutato e che sarebbero desiderabili aggiustamenti su questo fronte", ha detto Juncker.

Riferendosi, poi, al recente viaggio in Cina compiuto con il presidente della banca centrale europea e il commissario Ue agli affari economici, il presidente dell'Eurogruppo ha detto: "Non vogliamo vedere nessun brusco cambiamento di direzione della politica monetaria cinese, ma vorremmo vedere un graduale e ordinato apprezzamento dello yuan nei confronti dell'euro".

"Non pensiamo che sia giusto che un'economia che sta crescendo vigorosamente... non vediamo nessun senso che giustifichi una svalutazione per la divisa di questo paese nei confronti di una valuta come l'euro dove i trend di crescita sono molto meno brillanti che in Cina", ha aggiunto il lussemburghese, riconoscendo, però, che i cinesi la pensano diversamente.

((Francesca Landini via Redazione Milano, Reuters Messaging: francesca.landini.reuters.com@reuters.net +39 02 66129437, milan.newsroom@news.reuters.com))   Continua...