Moda, Lacroix non si vende, ok da tribunale a piano proprietari

martedì 1 dicembre 2009 15:05
 

PARIGI, 1 dicembre (Reuters) - Siccome i candidati all'acquisto di Lacroix non hanno fornito le garanzie finanziarie richieste, il tribunale di Parigi ha approvato il piano di ristrutturazione proposto dai proprietari della maison francese.

I due candidati che sembravano a un passo dall'acquisto, lo sciecco arabo di Ajman e la società Bernard Krief Consultants, non hanno presentato una certificazione che dimostrasse la disponibilità dei fondi necessari all'acquisto di Lacroix.

A questo punto il tribunale ha approvato il piano proposto dai proprietari, i fratelli Falic, che prevede di conservare soltanto 11 dipendenti, su un totale di 120, per garantire le licenze degli accessori e dei profumi Christian Lacroix, mentre verranno abbandonate l'haute couture e il prèt-à-porter.

La proposta dello sceicco prevedeva una iniezione di capitale per 70 milioni di euro, mantenendo invariata la forza lavoro.

Anche il gruppo italiano Borletti a suo tempo aveva manifestato un interesse per poi rinunciare a presentare una proposta in quanto non aveva riscontrato le condizioni necessarie. Borletti è azionista della Rinascente e della francese Printemps.

Christian Lacroix in passato era parte del gruppo francese di lusso LVMH (LVMH.PA: Quotazione), ma ora appartiene alla famiglia Falic, azionista di controllo del gruppo retail Usa Duty Free Americas.

La maison non ha mai fatto un utile in 22 anni di attività. Nel 2008 le perdite ammontavano a 10 milioni di euro su ricavi per 30 milioni. La collezione donna per la primavera-estate 2009 ha registrato ordini in calo del 35%.

((Redazione Milano, Reuters Messaging: cristina.carlevaro.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129585, milan.newsroom@news.reuters.com))

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