Private equity Italia, 2010 incerto, opportunità per coraggiosi

lunedì 30 novembre 2009 17:09
 

* Crisi per il modello del leveraged buyout

* Selezione naturale lascia spazio a concorrenti come hedge

* Network internazionali focalizzati su selezione settori

di Massimo Gaia

MILANO, 30 novembre (Reuters) - Crisi dei tradizionali modelli di business e concorrenza aggressiva dall'esterno del settore anticipano per il private equity in Italia un 2010 che potrebbe offrire in egual misura opportunità e incognite, mentre la pelle rinnovata dei fondi chiusi non nasconde le ferite sofferte con la crisi economica e finanziaria.

Parlando con Reuters, i protagonisti del settore non mancano di sottolineare che le prospettive dell'economia sono tutt'altro che chiare. "Credo che il ciclo attuale durerà ancora per tutto il 2010 e forse anche oltre, con un momento di particolare problematicità nel secondo semestre, quando verranno presentati i bilanci del 2009", sostiene Adriano Bianchi, numero uno in Italia di Alvarez & Marsal, specializzata in corporate turnaround e performance improvement.

Una delle certezze è che un classico come il modello del leveraged buyout si è estinto o, quantomeno, sta subendo una profonda trasformazione. "Il leveraged buyout puro - prendere un'azienda in salute, caricarla di debito e rivenderla dopo qualche anno di de-leveraging - non funziona più", sostiene Alfonso Marone di Value Partners, "perché la leva è scarsa e non ci sono abbastanza asset del profilo richiesto per convogliare la liquidità in circolazione, che ammonta a circa mille miliardi di dollari".

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