Titoli Stato, Italia verso emissioni 2010 per 256 mld- UniCredit

lunedì 30 novembre 2009 13:29
 

MILANO, 30 novembre (Reuters) - Unico tra i paesi della zona euro cosiddetti 'periferici' a non aver subito quest'anno una bocciatura del rating, l'Italia dovrebbe affrontare il 2010 con necessità di finanziamento per circa 256 miliardi di euro dopo i 257 miliardi di quest'anno.

La stima è dell'ufficio studi UniCredit, in una nota dedicata alle emissioni di tutti e sedici paesi Uem in cui il capitoletto relativo all'Italia è eloquentemente intitolato 'il più virtuoso tra i periferici'.

Curatore del documento, lo strategist per il reddito fisso Luca Cazzulani suddivide le necessità di finanziamanto in 174 miliardi a copertura dei rimborsi (167 miliardi nel 2009) e circa 81 miliardi (90) di deficit.

"L'Italia è il paese periferico in cui il deficit ha subito nel 2009 il minor deterioramento, passando a 5,3% dal 2,7% dell'anno scorso. La domanda di Btp è inoltre rimasta sostenuta, con una buona performance dei titoli del Tesoro in 'asset swap' nella seconda parte dell'anno che ha riportato il mercato quasi sui livelli precedenti la crisi" scrive, aggiungendo che il merito di credito della Repubblica dovrebbe rimanere l'anno prossimo stabile sul livello di 'A+'.

Nel dettaglio, le proiezioni dell'ufficio studi di Piazza Cordusio sono di un'offerta netta pari a zero sui Bot, 2,5 miliardi di titoli in valuta e 250 miliardi di carta a medio e lungo termine.

"Mentre in termini lordi l'offerta resta sostanzialmente invariata, a livello netto si tratta di una riduzione di circa 20%" si legge nello studio.

Proseguendo con i dettagli, l'ipotesi di Cazzulani è poi che il Tesoro prosegua l'anno prossimo nella riapertura di titoli 'off-the-run', mentre sui singoli comparti le stime sono di circa 30 miliardi di Cct contro i 37 miliardi in scadenza, intorno a 40 miliardi di Ctz con un nuovo titoli al trimestre come nel 2009 e un lieve incremento nell'offerta di indicizzati, che passerebbe a 18 da 17 miliardi per mantenere un'offerta netta positiva - sul tratto a cinque o dieci anni - a fronte di circa 15 miliardi in scadenza.

Quanto infine ai titoli nominali, possibile un nuovo Btp a quindici anni.

Un rapido sguardo alle prospettive per gli altri pesi massimi della zona euro indica per la Francia una necessità di finanziamento pari a circa 250 miliardi, con l'aumento del ricorso agli indicizzati e per la Germania un importo di 225 milairdi, poco variato rispetto al 2009, con una preferenza per gli strumenti del mercato monetario.   Continua...