Immobili, 2009 ancora debole, ma segni miglioramento - Nomisma

venerdì 27 novembre 2009 16:31
 

MILANO, 27 novembre (Reuters) - Il 2009 sarà ancora un anno di contrazione per il mercato immobiliare italiano, in termini di prezzi e volumi, ma diversi segnali di miglioramento fanno pensare che il punto minimo sia stato toccato a marzo-aprile.

Sembra farsi spazio ora un lento recupero, con un ritorno alla crescita delle transazioni, forse a partire dall'anno prossimo, e dei prezzi, non prima del 2011. Nel 2010 i prezzi dovrebbero scendere dell'1-2%.

E' il quadro delineato dal terzo rapporto pubblicato da Nomisma quest'anno sul mondo immobiliare, che parla anche di "segnali contrastanti" e di un panorama ancora "incerto", visto che al miglioramento delle aspettative fanno da contraltare fondamentali ancora deboli.

Per il terzo semestre consecutivo, spiega lo studio, calano i prezzi delle case (-1,6% nel secondo semestre 2009 dal -2,5% del primo semestre), da due semestri scendono quelli di negozi (-1,6% dopo -2,3%) e di uffici (-1,5% dopo -1,7%).

Ancora una volta le compravendite diminuiscono, ma anche qui si nota un miglioramento negli ultimi mesi: secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, nel terzo trimestre le transazioni nel residenziale sono scese dell'11% da -12,9% nel secondo trimestre e da -18,5% del primo trimestre di quest'anno.

MERCATO IMMOBILIARE 2009 -18% SU ANNO, -30% IN 2 ANNI Nomisma stima che nell'intero 2009 le compravendite di case si attesteranno sotto quota 600.000, un dato che, rispetto al picco di 845.000 transazioni raggiunto nel 2006, significa una perdita di circa il 30% del mercato. Per quanto riguarda gli immobili per le attività economiche, il picco è stato toccato nel 2002 con poco più di 100.000 compravendite, mentre oggi si è scesi nell'ordine delle 60.000.

Questo, insieme al calo previsto dei prezzi, porterà a una contrazione del valore complessivo delle operazioni nel 2009 di 24 miliardi di euro rispetto al 2008 e di altri 21 rispetto al 2007 con un calo percentuale totale nel biennio di circa il 30% (109 miliardi rispettivamente da 133 e 154 miliardi di euro).

"Se al prosciugamento del mercato immobiliare si aggiunge la riduzione degli investimenti in costruzioni, che nella recente valutazione dell'Eurostat dovrebbero calare addirittura del 13%, se ne ricava un quadro di un settore duramente colpito", nota Nomisma.   Continua...