27 novembre 2009 / 11:48 / 8 anni fa

Banche Europa tentano recupero dopo Dubai, deboli italiane

MILANO, 27 novembre (Reuters) - I timori per la situazione di Dubai, dopo la richiesta di moratoria ai creditori da parte di Dubai World, colosso controllato dall‘emirato, continuano a pesare sulle borse europee e sui bancari in particolare, in un contesto di forte volatilità.

In Europa Continentale tuttavia le banche che, tranne qualche eccezione, non presentano grosse esposizioni, procedono in ordine sparso, alcune rimbalzando con decisione dai ribassi pesanti della vigilia.

In Italia, dove ieri i titoli bancari avevano registrato perdite tra il 3 e il 5%, si registrano ancora flessioni, ma più contenute a fronte di messaggi distensivi da parte dei principali player e delle autorità.

Il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, ha dichiarato in mattinata che non ci sono problemi per il sistema bancario italiano in relazione a Dubai World e che l‘esposizione è molto contenuta e non desta alcuna preoccupazione.

Anche il presidente della Consob, Lamberto Cardia, ha lanciato un messaggio di distensione parlando di “serenità assoluta” da parte della Commissione che comunque sta facendo i dovuti approfondimenti.

A livello di singoli istituti, UniCredit (CRDI.MI), tramite un portavoce, ha descritto la sua posizione verso Dubai World come “non rilevante”. Da Padova l‘AD di Intesa Sanpaolo (ISP.MI), Corrado Passera, ha dichiarato che “non c’è nulla che porti a dover fare alcun commento particolare”.

Lo stoxx europeo di settore .SX7P oggi scende dello 0,31%, ma in mattinata è stato anche positivo. In Italia si registrano cali intorno all‘1% per Intesa Sanpaolo e Mps (BMPS.MI), intorno allo 0,5% per UniCredit.

Rimbalzo più deciso in Francia, dove Natixis (CNAT.PA) mette a segno addirittura un +3%, mentre Credit Agricole (CAGR.PA) e BNP Paribas (BNPP.PA) registrano rialzi di poco inferiori all‘1%. Le tre banche, al pari di SocGen (SOGN.PA), oggi in lieve calo, hanno dichiarato di essere poco esposte alla situazione di Dubai World.

Secondo Daniel Tabbush, analista bancario specializzato sull‘Asia di Clsa, le principali esposizioni dovrebbero appartenere a Standard Chartered (STAN.L) e Hsbc (HSBA.L).

Goldman Sachs ha stimato, come scenario peggiore iniziale, per le due banche perdite rispettivamente per 177 milioni e 611 milioni di dollari. Nessuna delle due ha dato indicazioni sull‘esposizione verso Dubai.

Secondo JP Morgan c’è poco da preoccuparsi a livello di esposizione diretta delle banche. Il broker stima un‘esposizione di 7,8 miliardi di dollari per Standard Chartered (pari al 43% del Nav), di 17 miliardi per Hsbc (18%), 3,6 miliardi per Barclays (BARC.L) (5%), 2,2 miliardi per Rbs (RBS.L) (5%), 1,9 miliardi per Citi (C.N) e 1,8 miliardi per BNP Paribas.

((Redazione Milano, +39 02 66.129.503; RM: gianluca.semeraro.reuters.com@reuters.net; email: gianluca.semeraro@thomsonreuters.com))

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