26 novembre 2009 / 08:00 / 8 anni fa

PUNTO 2 - San Marino,accordo con Italia su vigilanza banche

(riscrive dopo nota su firma accordo)

ROMA, 26 novembre (Reuters) - E' stato firmato oggi un accordo tra San Marino e l'Italia in materia di collaborazione finanziaria ma non ancora quello contro le doppie imposizioni.

Lo si legge in una nota della segreteria di Stato di San Marino.

"L'intesa è stata firmata dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Antonella Mularoni, e dall'Ambasciatore d'Italia a San Marino, Giorgio Marini", si legge nella nota.

"Torna il sereno nelle relazioni fra i nostri Paesi. Questa intesa apre nuove prospettive per il mondo bancario e finanziario sammarinese, ed è il presupposto indispensabile per l'accordo fra Banca Centrale e Banca d'Italia, che potrà essere concluso a breve, così come sottolineato dal Direttore di Banca Centrale, Luca Papi", ha detto la Mularoni che ha anche auspicato "che possa ora essere firmato in tempi brevi anche l'Accordo contro le doppie imposizioni fiscali".

Una fonte della Repubblica di San Marino aveva detto di ritenere anche probabile per oggi "la firma dell'accordo sulla doppia imposizione".

L'accordo firmato oggi non consentirà dunque a San Marino di cambiare status fiscale agli occhi del fisco italiano e nel caso della sanatoria sui capitali illegalmente esportati all'estero, permettere a chi aderisce di regolarizzare la posizione senza dover rimpatriare i soldi.

Confermata per domani a Roma la visita dei Capitani Reggenti, Francesco Mussoni e Stefano Palmieri, capi di stato della Repubblica di San Marino, accompagnati dalla stessa Mularoni, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

"Accompagno volentieri la Reggenza a Palazzo Chigi a questo incontro dove si parlerà delle relazioni fra i due Paesi", ha detto la Mularoni.

Il tema degli effetti dello scudo fiscale sta particolarmente a cuore alle finanze della Repubblica di San Marino che ha già conteggiato un deflusso, in termini di raccolta bancaria, di circa 1,2 miliardi al 20 novembre, in accelerazione dai 995 milioni comunicati appena dieci giorni prima, su un totale di 13,6 miliardi di euro.

Finora, l'Italia ha escluso San Marino dalla lista dei Paesi collaborativi.

Come conseguenza, chi detiene nella Repubblica del Titano capitali nascosti al fisco potrà sanarli aderendo allo scudo solo con il regime del rimpatrio (fisico o giuridico) e non con la più semplice regolarizzazione.

Qualche giorno fa, nella conferenza stampa di apertura del forum, il segretario agli Affari esteri della Repubblica del Titano, Mularoni, ha auspicato che "le tensioni con l'Italia vengano risolte al più presto".

((Stefano Bernabei, in redazione a Roma Giselda Vagnoni, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net - +39 06 85224354 - rome.newsroom@reuters.com))

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