24 novembre 2009 / 18:29 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Unicredit prezza bond Tier 1 da 750 mln euro alla pari

(riscrive, aggiungendo background, analisi, prezzo)

MILANO, 24 novembre (Reuters) - UniCredit (CRDI.MI) ha raccolto oggi 750 milioni con un bond del tipo subordinato Tier 1, oggetto ormai rarissimo sul mercato dei capitali e probabilmente presto articolo da antiquariato, che è stato prezzato alla pari.

Al momento questo tipo di emissione può essere ancora una buona occasione per sistemare i ratios patrimoniali a un costo di finanziamento ancora conveniente.

Inizialmente il rendimento era stato indicato in area 8,25%, poi rivisto a 8,125%-8,250%, visto l‘andamento della raccolta.

“Anche se sembra un costo consistente, può essere una buona opportunità per l‘emittente se si tiene conto che questo strumento potrebbe esser messo nel cassetto tra non molto tempo e sostituito con strumenti, con la stessa funzione, ma molto più cari”, dice uno strategist del settore.

Il bond di Unicredit è perpetuo, ma callable dopo 10 anni. È a tasso fisso fino alla data della call e diventa a tasso variabile successivamente se la call non viene esercitata. In quel caso la formula step up porta a una maggiorazione della cedola di 200 punti base.

Questo tipo di bond va a migliorare il Tier 1 di una banca, secondo gli attuali dettami di Bankitalia (quello di Unicredit al 30 settembre era di 8,39%).

A livello comunitario si sta andando verso un‘armonizzazione di questo tipo di strumento volto a rafforzare il capitale e verso un maggior utilizzo, non più di questi strumenti ibridi, bensì di altri che più direttamente abbiano legami con la componente equity, i cosidetti ‘contingency capital’ (che in caso di superamento di una certa soglia di patrimonializzazione vengano ‘automaticamente’ convertiti in azioni).

Tali strumenti, che portano con se un maggior livello di richio, è molto probebile che dovranno offrire un rendimento maggiore per poter risultare appetibili agli investitori, e quindi un maggior costo per le emittenti.

“Tutto sommato un Tier 1 oggi, sistema i ratios a un costo ancora abbastanza conveniente sul mercato” dice lo strategist, “se ne potrebbero vedere altri in arrivo”.

Dal fallimento di Lehman, nel settembre 2008, per un anno nessuno più aveva utilizzato il Tier 1, un po’ poichè per alcune banche si prospettava la possibilità di utilizzare i Tremonti bond, un po’ perchè, visto l‘allargamento degli spread, sarebbe venuto a costare moltissimo.

Affievolitasi poi, dopo l‘estate, la percezione della convenienza dei Tremonti bond, è stata Intesa Sanpaolo a tornare sul mercato con il Tier 1 da 1,5 mld lo scorso settembre con una cedola dell‘8,375%.

Il bond di Unicredit è riservato agli istituzionali e ha rating ‘A2’ per Moody’s e ‘BBB’ per S&P‘s, mentre l‘emittente ha rating ‘A’ per Moody‘s, e ‘A’ per S&P’s e Fitch.

Lead manager dell‘operazione sono Deutsche Bank, SocGen e la stessa UniCredit.

((Redazione Milan, Reuters Messaging: gabriella.bruschi.reuters.com@reuters.net, +39 02 66129504, milan.newsroom@news.reuters.com))

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