September 21, 2008 / 9:34 AM / 9 years ago

Alitalia, domani annuncio asta. Matteoli: aerei a terra a breve

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<p>Un aereo dell'Alitalia parcheggiato in pista all'aeroporto di Fiumicino.Tony Gentile</p>

ROMA (Reuters) - Alitalia pubblicherà domani sul proprio sito web un annuncio per aprire un'asta pubblica di acquisto sollecitando "offerte dal mercato". Lo scrive oggi il quotidiano "Il Messaggero", citando il commissario della compagnia aerea Augusto Fantozzi, secondo il quale, dopo il ritiro della Cai, nessuno ha presentato offerte per rilevare le attività principali di Alitalia.

Intanto, dopo che ieri il premier Silvio Berlusconi ha avvertito che non ci sono alternative all'offerta Cai e che Alitalia rischia il fallimento in breve tempo, in un'intervista apparsa oggi sul "Sole 24 Ore" il ministro dei Trasporti Altiero Matteoli ha annunciato che, in mancanza dell'adesione di tutti i sindacati all'accordo con Cai, "fra qualche giorno metteremo gli aerei di Alitalia a terra, come vuole la legge".

E se l'Enac aveva annunciato venerdì che Alitalia aveva davanti a sé al massimo 10 giorni, Matteoli spiega che "non c'è tutto questo tempo, in realtà, la decisione va presa prima".

Secondo il Messaggero, che pubblica un "colloquio" con Fantozzi, per l'acquisto delle attività di volo di Alitalia "al momento non è pervenuta assolutamente... alcuna offerta".

Alla domanda se davvero nessuna compagnia aerea straniera è interessata a rilevare Alitalia, il commissario ha risposto con un secco "Proprio no... Nessuno si fa avanti. Del resto le offerte si fanno per iscritto e io non ho ricevuto nulla".

Di qui la decisione di pubblicare domani sul sito web di Alitalia e martedì sulle pagine dei giornali l'annuncio dell'asta pubblica, scrive il quotidiano, per ufficializzare, dice Fantozzi "quello che sto facendo da tempo".

"L'asta - scrive il giornale - serve per mettere il timbro della trasparenza nelle procedure di vendita e dimostrare alla Ue che le modalità non sono discriminatorie verso nessuno".

Nel frattempo, continua il pressing sui sindacati che non hanno accettato l'accordo con la Cai la scorsa settimana, nella speranza che la Compagnia Aerea Italiana di Roberto Colaninno accetti di tornare al tavolo, dopo il ritiro dell'offerta.

"Il governo può tentare di chiamare di nuovo al tavolo la cordata degli imprenditori, ma solo dopo che tutte le sigle sindacali avranno firmato l'accordo", ha detto il ministro Matteoli. "Se da parte sindacale non si capisce che cosa è successo e qual è la situazione, tutto è inutile".

E se ieri il segretario della Cgil Gugliemo Epifani, il cui sindacato è tra quelli che hanno bocciato l'accordo Cai, ha proposto di cercare un partner straniero, indicando la compagnia aerea tedesca Lufthansa, oggi esponenti di primo piano del Pd - partito di riferimento principale della Cgil - sostengono con diversi accenti la proposta della cordata italiana.

"Cai e sindacati devono recuperare i fili del confronto. Se poi nel frattempo emergesse una partnership internazionale aiuterebbe a chiudere l'accordo con assai maggiore serenità", ha detto in una intervista al "Sole 24 Ore" pubblicata oggi l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

D'Alema ha definito anche "gesti di grande responsabilità" la decisione della Filt-Cgil di ritirare una proposta alternativa a quella Cai e la telefonata fatta a Colaninno da Epifani per cercare di riaprire il confronto. E l'esponente del Pd ha espresso anche fiducia nel presidente della Cai.

Il ministro ombra per l'economia del Pd, Pierluigi Bersani, dice in un'intervista alla "Repubblica" che non intende dare "un giudizio di assoluzione per la Cgil", e di augurarsi che "ci sia lo spazio per la firma" dell'accordo tra sindacati e Cai, ma chiede anche che il governo predisponga un "piano B" per quella che definisce "la polpa di Alitalia", cioè le attività di volo.

"Non posso credere che in caso di completa emergenza non ci siano grandi compagnie interessate a un oggetto tanto appetitoso".

Enrico Letta, ministro ombra del Welfare del principale partito di opposizione, dice sulla "Stampa": "Spero che il sindacato sia pentito di avere detto no (all'accordo con Air France): dovrebbe saper spiegare alla base che oggi come allora il compromesso è necessario".

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