Crisi, Eurobond per evitare spinte protezionistiche - Isae

mercoledì 25 febbraio 2009 13:32
 

ROMA, 25 febbraio (Reuters) - L'emissione dei cosiddetti Eurobond può essere uno strumento efficace per preservare il mercato unico europeo e limitare le spinte protezionistiche dei governi nazionali.

Lo ha detto il presidente dell'Isae Alberto Majocchi a margine della presentazione delle nuove previsioni Isae.

"L'idea degli Eurobond sta facendo progressi. Nell'Unione europea la politica 'ognuno per sé' è inefficace e fa nascere problemi di nazionalismo", ha detto Majocchi parlando delle misure protezionistiche assunte da lacuni Paesi europei per frontegiare la crisi come la Francia.

"Inevitabilmente la logica è quella di tornare a valutare l'impatto sulle economie nazionali delle misure. L'assenza di una politica fiscale oltre che monetaria comune mette a rischio il mercato comune", ha continuato Majocchi.

Per il presidente dell'Isae la creazione degli Eurobond, appoggiata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, può avvenire in due fasi: "La prima tappa è affrontare il problema degli spread, oggi lo spread dell'Italia grosso modo è come lo spread del Portogallo. L'idea è che si proceda all'emissione di un debito paniere, un debito emesso in comune dai Paesi europei. Emissioni comuni con quote nazionali. Per questa quota risponde il bilancio nazionale e il servizio del debito è a carico dei bilanci nazionali".

"Gli euro bond veri e propri sarebbero la seconda tappa, in cui la garanzia non sarebbe più dei Paesi ma dell'Europa", ha spiegato Majocchi.

Per garantire rimborso e pagamento di interessi si può "creare un fondo ad hoc. Una delle ipotesi è immobilizzare le quote di riserve che sono in bilancio alle Banche centrali nazionali", ha detto Majocchi.

Secondo il presidente dell'Isae la creazione di Eurobond è anche nell'interesse di Paesi, come la Germania, che hanno un finanze statali molto più solide rispetto ai partner europei come l'Italia.

"Se ci sono rischi di default di alcuni Paesi questo conta anche per la Germania. La Germania vende all'Italia 60 miliardi di euro in termini di esportazioni. Stabilizzare il debito di questi paesi è un elemento importante anche per la Germania", ha detto Majocchi.