Pensioni, governo e sindacati: agire su potere acquisto

venerdì 22 maggio 2009 17:33
 

ROMA, 22 maggio (Reuters) - Governo e sindacati si sono detti oggi pronti a discutere per tutelare il potere d'acquisto delle pensioni, soprattutto quelle basse, anche a fronte del rischio che la crisi economica porti ad un aumento dei prezzi.

"Siamo aperti a discutere i modi con i quali occorre da un lato verificare la sostenibilità del sistema rispetto all'andamento demografico e al Pil e dall'altro a individuare i modi per garantire un maggiore potere d'acquisto alle pensioni, soprattutto a quelle basse", ha detto stamani il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, al Congresso della Cisl.

"Il problema è quello di agganciare realmente la pensione al costo della vita soprattutto se, come dicono gli economisti, si uscirà dalla crisi con una ripresa dell'inflazione", aveva sostenuto poco prima dello stesso palco il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

Per il ministro il tema "è ovviamente rimesso al dialogo sociale, senza sorprese, senza creare in alcun modo un clima di incertezza perché, soprattutto in tempo di crisi, le persone che oggi sono prossime alla pensione devono essere garantite nella certezza di raggiungerla soprattutto se in condizione di disoccupazione o non lavoro".

La preoccupazione del governo resta che "in tempo di crisi le persone prossime alla pensione possano tranquillamente raggiungerla".

L'esperto di previdenza e deputato del Pdl, Giuliano Cazzola, alla domanda se la paura di una recrudescenza dell'inflazione possa essere alla base di queste posizioni risponde: "Sulla necessità di rivalutare le pensioni sono tutti d'accordo governo e sindacati ma è una operazione che costa. Sacconi sta lavorando sulla sua vecchia idea di rivalutare le pensioni legandole a un indice dei consumi degli anziani. Ha messo al lavoro anche l'Istat".

Anche il padrone di casa, il leader della Cisl Raffaele Bonanni, ha insistito sulla necessità di utilizzare eventuali risparmi previdenziali derivanti dall'innazalmento dell'età pensionabile a tutelare le "pensioni in essere e al miglioramento di quelle future dei giovani che in gran parte corrono il rischio di percepire pensioni da fame".

Secondo Cazzola "l'elemento nuovo di questa settimana è proprio la svolta della Cisl. Finora di innalzamento dell'età aveva parlato solo Confindustria. Il governo è stato preso di sorpresa sul terreno del riformismo. Inoltre la Cisl è un sindacato che sta a cuore a Sacconi".

Epifani pur non parlando di innalzamento dell'età ha dato "piena disponibilità a ragionare sul ripristino di una età per la pensione di vecchiaia improntata alla flessibilità, come previsto dalla riforma del 1995 e poi cancellato dalla riforma Maroni", pur precisando che "i conti dell'Inps ad oggi non presentano dissesti" e che non è opportuno innalzare l'età pensionabile quando tanti lavoratori sono in mobilità.

Cazzola non legge nelle parole di Epifani una vera apertura. "Sono affermazioni caute, toni morbidi ed educati ma è difficile vederci un impegno" alla riforma.