BORSE ASIA-PACIFICO - Indici deboli su piano Giappone, auto Usa

martedì 31 marzo 2009 08:33
 

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INDICE                      ORE 8,30     VAR%     CHIUSURA 2008
MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS    244,19     +0,62           247,35
HONG KONG .HSI           13.496,10     +0,30        14.387,48
SINGAPORE .FTSTI          1.683,24     +0,60         1.761,56
TAIWAN .TWII              5.210,84     +0,09         4.591,22
SEOUL .KS11               1.206,26     +0,73         1.124,47
SHANGHAI COMP .SSEC       2.351,609    -0,27         1.820,80
SYDNEY .AXJO              3.582,10     -0,62         3.722,30
INDIA .BSESN               9685,69     +1,23          9.647,31
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 MILANO, 31 marzo (Reuters) - Soltanto Sydney e Shanghai
stamane si sottraggono al cauto recupero dei listini asiatici
che si mantengono comunque deboli, tirati da un lato dalle
cattive notizie provenienti dall'America, dall'altro dall'attesa
per il nuovo piano giapponese di stimolo all'economia.
 Sono SEUL .KS11 e la borsa INDIANA .BSESN a mettere a
segno il rialzo più consistente, mentre SYDNEY .AXJO cede
intorno allo 0,6%.
 Intorno alle 8,30 l'indice Msci .MIAPJ0000PUS, che non
comprende il Nikkei .N225 giapponese, segna un rialzo dello
0,6% circa, mentre il Nikkei .N225 di Tokyo non è riuscito a
mentenere il recupero segnato nel corso della seduta, chiudendo
in calo dell'1,54%.
 Tra i singoli listini, sale la borsa INDIANA .BSESN
all'indomani del maggior calo giornaliero in quasi tre mesi.
Bene anche SEUL .KS11 che chiude marzo guadagnando il 13,5% e
segnando il maggior recupero in un solo mese dal novembre 2001,
con Hyunday Motor (005380.KS: Quotazione) che sale del 4,7%.
 A HONG KONG .HSI resta sotto pressione Hsbc (0005.HK: Quotazione)
mentre Esprit (0330.HK: Quotazione) viene penalizzata dal calo degli
ordinativi in Europa.
 Sono invece i finanziari a brillare a TAIWAN .TWII, senza
tuttavia riuscire a spingere troppo la borsa: a suscitare
fiducia è la notizia, riportata dai media locali, sulla
possibilità per le banche dell'isola di aprire succursali in
Cina a partire dalla seconda metà del 2009.
 A SYDNEY .AXJO i più bastonati sono i titoli minerari,
colpiti dal calo dei prezzi delle commodities in tempo di crisi,
ma pesano anche gli umori negativi provenienti dagli Usa.
 "C'è nervosismo... Tutti gli occhi sono puntati ancora sul
comparto auto Usa. Se (GM e Chrysler) andassero in bancarotta la
reazione, dal punto di vista della fiducia, sarebbe violenta",
commenta Lisa Jarvis di Abm Amro Morgans.