BORSE ASIA-PACIFICO -Indici in calo oltre 2% su timori piano Usa

lunedì 29 settembre 2008 08:23
 

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INDICE                     ORE 8,20       VAR%    CHIUSURA 2007
MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS   336,24     -2,24%           420,30
HONG KONG .HSI          18.286,90     -2,12%        22.554,36
SINGAPORE .FTSTI         2.391,12     -0,84%         3.129,43
TAIWAN .TWII            CHIUSA PER TIFONE            8.778,39
SEUL .KS11               1.456,36     -1,35%         1.825,23
SHANGHAI COMP .SSEC     CHIUSA PER FESTIVITA'       3.375,407
SYDNEY .AXJO              4.807,4     -1,99%          5.714,4
BOMBAY .BSESN           12.762,98     -2,59%        16.275,59
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 HONG KONG, 29 settembre (Reuters) - Dollaro più forte e oro
più debole sulla piazza asiatica, con il Congresso americano che
si prepara ad approvare un piano per salvare dalla rovina il
sistema finanziario; ma le borse asiatiche hanno perso terreno,
zavorrate dai dubbi su una efficace implementazione del piano
stesso.
 L'indice MSCI dell'Asia-Pacifico perde oltre due punti
percentuali intorno alle 8,20 ora italiana dopo quattro sedute
consecutive di ribassi.
 Sull'azionario della regione pesa la performance negativa di
HONG KONG .HSI dove la lettera colpisce il settore
finanziario: la nazionalizzazione di Fortis ha messo sotto
pressione il secondo gruppo assicurativo cinese Ping An
Insurance (2318.HK: Quotazione), azionista del gruppo belgo-olandese con il
5%. La borsa di SHANGHAI .SSEC, invece, oggi è chiusa e lo
rimarrà fino al 3 ottobre per una festività nazionale. Battenti
chiusi anche alla borsa di TAIWAN .TWII a causa di un tifone.
 Inversione di rotta anche per l'azionario coreano che
archivia la seduta perdendo oltre l'1%: la sensibile correzione
del won ha alimentato la preoccupazione per la volatilità dei
mercati finanziari domestici, mandando a picco le banche e
aggiungendo timori per le perdite legate al cambio. Corregge del
2% anche SYDNEY .AXJO, dove i colossi dell'industria
estrattiva sono stati penalizzati dalla preoccupazione per le
prospettive della domanda globale.