BORSE ASIA-PACIFICO - Guadagnano terreno dopo taglio tassi Fed

mercoledì 17 dicembre 2008 08:42
 

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INDICE                     ORE 8,30      VAR%     CHIUSURA 2007
MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS   249,03     +2,32%           420,30
HONG KONG .HSI          15.265,92     +0,86%        22.554,36
SINGAPORE .FTSTI         1.801,29     +1,08%         3.129,43
TAIWAN .TWII             4.648,02     +0,67%         8.778,39
SEUL .KS11               1.169,75     +0,71%         1.825,23
SHANGHAI COMP .SSEC      1.976,819    +0,09%         3.375,40
SYDNEY .AXJO             3.570,6      +0,4%           5.714,4
BOMBAY .BSESN            9.925,45     -0,52%         16.275,59
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 MILANO, 17 dicembre (Reuters) - Dopo la decisione della
Federal Reserve di portare il costo del denaro americano ai
minimi storici anche in Asia si scommette su nuove manovre
espansive e le borse della regione guadagnano terreno.
 L'indice MSCI dell'Asia-Pacifico - che esclude il Giappone -
viaggia in rialzo del 2,3% intorno alle 8,30 dopo che la borsa
di Tokyo ha terminato con un progresso dello 0,5%. Il rendimento
del benchmark decennale nipponico è crollato nel corso della
seduta di 7,5 punti base all'1,29%, i minimi da metà aprile.
 HONG KONG .HSI è la piazza migliore, spinta dal comparto
immobiliare che beneficia della prospettiva di tassi di
interesse più contenuti. 
 Avanza di oltre un punto percentuale anche SINGAPORE .STI.
Massimi di una settimana in chiusura a TAIWAN .TWII dove UMC
(2303.TW: Quotazione) guida il rialzo dopo aver annunciato un buy-back e
partecipando dell'effervescenza del settore delle memorie DRAM
che spera in un piano di aiuti pubblico.
 Volatile SEUL .KS11, che termina positiva nonostante la
zavorra delle auto; in luce Hynix Semiconductor (000660.KS: Quotazione) dopo
che le autorità americane ed europee hanno chiuso l'indagine per
violazione antitrust senza formalizzare nessuna accusa. Poco
mossa SHANGHAI .SSEC, tenuta a freno dalla debolezza dei
bancari. Gli istituti di credito soffrono anche sulla piazza
australiana .AXJO che termina sotto i massimi.
 Il dollaro si è indebolito sulla piazza asiatica dando
slancio alle materie prime: in rialzo i derivati sul rame ma
anche il greggio, che sale sopra i 44 dollari sulle attese di un
ulteriore taglio Opec alla produzione.