BORSE ASIA-PACIFICO-Passano in positivo,bene Hong Kong, Shanghai

martedì 16 dicembre 2008 08:31
 

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INDICE                     ORE 8,30      VAR%     CHIUSURA 2007
MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS   242,54     +0,19%           420,30
HONG KONG .HSI          15.071,13     +0,16%        22.554,36
SINGAPORE .FTSTI         1.772,13     -0,15%         3.129,43
TAIWAN .TWII             4.616,89     +0,07%         8.778,39
SEUL .KS11               1.161,56     +0,29%         1.825,23
SHANGHAI COMP .SSEC      1.975,006    +0,54%         3.375,40
SYDNEY .AXJO             3.556,2      -0,98%          5.714,4
BOMBAY .BSESN            9.843,45     +0,11%         16.275,59
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 MILANO, 16 dicembre (Reuters) - Le borse asiatiche passano
in positivo guidate anche da HONG KONG .HSI, dove il comparto
immobiliare cinese è galvanizzato dalle voci di una nuova
manovra espansiva di Pechino prima della fine dell'anno.
 Il real estate sostiene anche la borsa di SHANGHAI .SSEC:
qui si mettono in evidenza le auto dopo che un giornale ha
scritto che il governo starebbe considerando una riduzione delle
tasse sugli acquisti, in particolare di veicoli di taglia
piccola.
 Intorno alle 8,30 l'indice regionale MSCI - che esclude il
Giappone - viaggia in rialzo dello 0,23%. Tokyo ha terminato in
calo di un abbondante punto percentuale e, sul fronte del
reddito fisso JP2YTN=JBTC, il rendimento del due anni ha
toccato il minimo da gennaio dopo che il governatore della Banca
del Giappone ha detto che la stagnazione economica sta
peggiorando.
 Volatile BOMBAY .BSESN, mentre auto e bancari danno
slancio a SEUL .KS11. Più incerta SINGAPORE .STI. Anche
TAIWAN .TWII ha terminato piatta sul persistere di timori per
il rallentamento dell'economia; ma i produttori di memorie DRAM
hanno fatto meglio del mercato dopo la notizia che il presidente
dell'americana Micron MU.N terrà colloqui con funzionari del
governo di Taiwan nell'ottica di una possibile alleanza con
ProMos 5387.TW.
 Negli scambi finali sulla piazza asiatica l'euro conferma il
recupero contro dollaro, mantenendosi oltre la soglia di 1,37 in
vista di una nuova riduzione del costo del danaro negli Usa.
 In attesa di quello che si preannuncia come il taglio alla
produzione più consistente nella storia dell'Opec, le quotazioni
del greggio CLc1 si rafforzano intorno ai 45 dollari al
barile.