7 gennaio 2010 / 08:10 / 8 anni fa

BORSE ASIA-PACIFICO - Listini in ribasso dopo record di ieri

 --------------------------------------------------------------- INDICE                      ORE 8,55     VAR%      CHIUSURA 2008 MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS    426,20     -0,64           247,35 HONG KONG .HSI           22.263,30     -0,73        14.387,48 SINGAPORE .FTSTI          2.912,45     -0,62         1.761,56 TAIWAN .TWII              8.237,42     -1,08         4.591,22 SEOUL .KS11               1.683,45     -1,28         1.124,47 SHANGHAI COMP .SSEC       3.192,776    -1,89         1.820,80 SYDNEY               4.899,402    -0,45         3.722,30 INDIA .BSESN             17.624,54     -0,45         9.647,31 ----------------------------------------------------------------
 MILANO, 7 gennaio (Reuters) - Le borse dell'area Asia Pacifico hanno invertito l'andamento positivo e ora si muovono al ribasso, dopo che l'indice regionale ha toccato ieri il massimo degli ultimi 17 mesi.
 Il dollaro si difende rispetto alle principali valute, mentre il dollaro australiano, dopo aver toccato il record degli ultimi quindici mesi contro yen, è colpito dalle prime prese di beneficio. 
 Il greggio Usa CLc1 cede circa 60 centesimi, a quota 82,68 dollari al barile. 
 L'indice regionale MSCI, che esclude il Giappone .MIAPJ0000PUS, cede lo 0,64%. L'indice di Tokyo Nikkei .N225 perde lo 0,46%. 
 Il listino di Shanghai .SSEC ha chiuso in calo dell'1,89%, trascinato al ribasso dal settore bancario, indebolito dalla stretta sulla liquidità da parte della Banca centrale cinese. China National Chemical Engineering (601117.SS) ha registrato un debutto debole sul mercato. 
 Hong Kong .HSI perde lo 0,73%, colpita dalle prese di beneficio dopo aver toccato ieri il massimo dell'ultimo mese.
 Seoul .KS11 viaggia in territorio negativo. Pesano i titoli degli esportatori tecnologici come LG Electronics (066570.KS), penalizzati dallo won forte.  
 La borsa australiana  perde lo 0,45%, trascinata dai titoli bancari. I dati sulle vendite al dettaglio più forti del previsto fanno infatti temere un rialzo dei tassi di interesse a febbraio.          

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