Borse Asia Pacifico poco mosse, bene auto ed export

martedì 12 agosto 2008 09:28
 

HONG KONG (Reuters) - Seduta senza variazioni di rilievo per le borse asiatiche che sfruttano il rialzo del dollaro e il ritracciamento del petrolio per gli acquisti sui titoli delle auto e delle società esportatrici in un mercato che tuttavia risente dei timori legati all'andamento dell'economia.

Il dollaro ha raggiunto i massimi dallo scorso febbraio contro l'euro salendo per il sesto giorno consecutivo dopo che le preoccupazioni per una decisa frenata dell'economia globale hanno penalizzato le valute a maggior rendimento e commodities come petrolio e oro.

A alimentare i timori per l'economia anche gli ultimi dati sui prezzi all'ingrosso in Giappone ai massimi dagli ultimi 27 anni, numeri che ripropongono le preoccupazioni per l'inflazione dopo che nell'ultima settimana le attenzioni si sono concentrate sui segnali di rallentamento dell'economia europea e giapponese.

Segnali positivi invece dalla Cina dove i dati mostrano una inflazione ai minimi dei dieci anni.

Intorno alle 9,00 l'indice MSCI dell'area Asia-Pacifico, che esclude il Giappone scende dello 0,41% mentre il Nikkei ha chiuso in calo di quasi un punto percentuale.

L'indice Hang Seng di Hong Kong guadagna lo 0,13% sostenuto dai titoli energetici che beneficiano dei ribassi dei prezzi delle materie di base.

Gli ultimi dati sull'inflazione in Cina, inaspettatamente in calo, hanno favorito il rimbalzo sul listino con qualche rara eccezione come China Mobile in calo sui timori per le prospettive della società e dopo il taglio del target price da parte di Ubs e Citigroup.

La borsa di Shanghai, in leggero calo, si stabilizza dopo la perdita complessiva del 9,4% delle ultime due sedute, ma secondo gli analisti i timori sulla crescita degli utili aziendali continueranno a pesare sul mercato.

Ribassi anche a Taiwan che però registra acquisti sui titoli tecnologici sulla scia dei guadagni del Nasdaq.

L'azionario di Seul ha chiuso in calo dello 0,25% appesantito dai ribassi dei petroliferi e finanziari che hanno più che controbilanciato i rialzi degli esportatori.

A Sydney l'indice S&P/ASX 200 ha chouso in rialzo dello 0,55% grazie ad un ritorno degli acquisti sui minerari come BHP Billiton incoraggiati dalle notizie economiche positive provenienti dalla Cina.

 
<p>Un uomo in una banca di Taipei controlla l'andamento delle Borse. REUTERS/Pichi Chuang (TAIWAN)</p>