BORSE ASIA-PACIFICO - Crollo su fallimento accordo per auto Usa

venerdì 12 dicembre 2008 08:53
 

----------------------------------------------------------------
INDICE                     ORE 8,50      VAR%     CHIUSURA 2007
MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS   232,85     -4,83%           420,30
HONG KONG .HSI          14.731,29     -5,65%        22.554,36
SINGAPORE .FTSTI         1.735,60     -3,33%         3.129,43
TAIWAN .TWII             4.481,27     -3,74%         8.778,39
SEUL .KS11               1.103,82     -4,38%         1.825,23
SHANGHAI COMP .SSEC      1.954,21     -3,81%         3.375,40
SYDNEY .AXJO             3.510,40     -2,43%          5.714,4
BOMBAY .BSESN            9.500,14     -1,51%         16.275,59
----------------------------------------------------------------
 MILANO, 12 dicembre (Reuters) - Crollano le borse asiatiche,
mentre sfumano, in un panorama sempre più nero, le speranze
sull'approvazione del piano di salvataggio delle grandi case
automobilistiche di Detroit funestate dalla crisi.
 Capofila delle perdite asiatiche è HONG KONG .HSI, seguita
a ruota da SEUL .KS11 e SHANGHAI .SSEC, mentre gli
investitori cercano un rifugio più sicuro nei titoli di stato e
nello yen, volato ai massimi di 13 anni.
 Proprio il balzo della valuta giapponese, che ha spinto il
dollaro sotto la soglia critica dei 90 yen, aggiunge paura su
paura, facendo temere un grave contraccolpo sugli esportatori e
facendo ipotizzare un intervento diretto delle autorità
giapponesi per stabilizzare la valuta.
 La lieve ripresa dei giorni scorsi sembra dimenticata,
mentre il rendimento dei Treasuries a 10 anni crolla ai minimi
di oltre 50 anni. 
 "Il fallimento dell'accordo sull'auto Usa distruggerà la
fiducia in una ripresa non soltanto negli Stati Uniti, ma in
tutto il mondo", ha commentato Joseph Tan, economista di Credit
Suisse a Singapore.
 Sull'onda del panico da recessione, anche il petrolio scende
dopo i guadagni di ieri. Intorno alle 8,50 la scadenza a gennaio
sul Nymex CLc1 perde 2,17 dollari a 45,81 dollari al barile,
nonostante l'annuncio dell'Opec di un possibile taglio della
produzione per ristabilire un prezzo equo.
 L'indice MSCI delle borse asiatiche, esclusa quella
giapponese .MIAPJ0000PUS, perde il 4,83% a 232,85 punti mentre
il Nikkei .N225 ha chiuso oggi in profondo calo, perdendo il
5,56% a 8235,87 punti.
 Sull'intero mercato asiatico a pesare oggi sono proprio i
titoli auto e il loro indotto, mentre anche i finanziari
subiscono le ripercussioni delle previsioni negative dell'AD di
JP Morgan sul quarto trimestre e dalle notizie negative
provenienti dagli Stati Uniti.
 A SEUL .KS11 è Hyundai (005380.KS: Quotazione) a affossare il listino
perdendo oltre il 9%, a SINGAPORE .FTSTI pesa la società di
costruzioni navali Cosco (COSC.SI: Quotazione), in calo di oltre il 10%.
 Dopo l'ottimismo dei giorni scorsi, che aveva fatto rialzare
l'indice del 13%, HONG KONG .HSI torna a svendere i titoli
mentre gli investitori si chiedono quanto danno sia stato fatto
ai profitti e ai bilanci societari che verranno svelati soltanto
il prossimo febbraio. Anche SHANGHAI .SSEC precipita, temendo
l'impatto che il mancato salvataggio delle grandi case
automobilistiche americane avrà sui fornitori cinesi. Il colpo
si aggiunge in un momento in cui la borsa non si è ancora
ripresa del tutto dai dati sul crollo delle esportazioni cinesi
e dal crescente rischio di una deflazione.
 A TAIWAN .TWII e a SYDNEY .AXJO viene meno la fiducia
nel mercato e nelle prospettive economiche future con
contraccolpi pesanti rispettivamente sul settore tecnologico e
sulle società minerarie. In Australia tutte e quattro le
maggiori banche del paese precipitano.
 Sempre in ribasso, ma con perdite minori rispetto agli altri
mercati asiatici, avanza la borsa di BOMBAY .BSESN, in attesa
dei dati sulla produzione industriale indiana, che le attese
preannunciano molto debole.