BORSE ASIA-PACIFICO-Miste,toniche Singapore,Taiwan,debole Sydney

mercoledì 6 maggio 2009 08:49
 

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INDICE                      ORE 8,35      VAR%    CHIUSURA 2008
MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS    297,82     +0,13           247,35
HONG KONG .HSI           16.551,04     +0,74        14.387,48
SINGAPORE .FTSTI          2.123,27     +2,36         1.761,56
TAIWAN .TWII              6.566,70     +2,93         4.591,22
SEOUL .KS11               1.393,45     -0,32         1.124,47
SHANGHAI COMP .SSEC       2.584,444    +0,67         1.820,80
SYDNEY .AXJO              3.867,1      -0,6          3.722,30
INDIA .BSESN             12.140,09     +0,07          9.647,31
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 MILANO, 6 maggio (Reuters) - Borse miste stamani nell'area
dell'Asia-Pacifico, dove l'indice regionale MSCI .MIAPJ0000PUS
è leggermente positivo.
 La notizia che Bank of America (BAC.N: Quotazione) potrebbe avere
bisogno di ulteriori 34 miliardi di dollari ha fatto tremare i
mercati alla vigilia della pubblicazione ufficiale dei risultati
degli "stress test" domani, deprimendo la piazza australiana
(-0,6%).
 In tenue ribasso SEUL .KS11, con le perdite degli
esportatori penalizzati dala sensibile rivalutazione del won
KRW= parzialmente compensate dall'effervescenza del settore
siderurgico sulle speranze di una ripresa dell'economia cinese.
La borsa di SHANGHAI .SSEC tocca i massimi degli ultimi nove
mesi sostenuta dal comparto immobiliare, del carbone ma anche
dall'auto e dai titoli delle società attive nelle energie
rinnovabili.
 Guadagni superiori ai due punti percentuali a SINGAPORE
.STI mentre il rialzo è timido a HONG KONG .HSI dove il
rally di HSBC (0005.HK: Quotazione) è controbilanciato dalla flessione di
CCB (0939.HK: Quotazione); sulla banca cinese pesano i timori di vendite da
parte del socio Bank of America titolare di 13,5 miliardi di
azioni con un lock-up che scade domani. Massimi di otto mesi in
chiusura a TAIWAN .TWII con le attese di investimenti dalla
Cina che continuano a sostenere auto e finanziari.
 L'incertezza sui risultati degli "stress test" ha dato
slancio allo yen sul mercato valutario mentre il greggio viaggia
poco mosso intorno ai 53,8 dollari al barile.