BORSE ASIA-PACIFICO -Indici brillanti su taglio tassi, su banche

lunedì 3 novembre 2008 08:43
 

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INDICE                     ORE 8,25      VAR%     CHIUSURA 2007
MS A-P exJ .MIAPJ0000PUS   256,73     +5,35%           420,30
HONG KONG .HSI          14.428,77     +3,29%        22.554,36
SINGAPORE .FTSTI         1.872,71     +4,38%         3.129,43
TAIWAN .TWII             4.995,06     +2,55%         8.778,39
SEUL .KS11               1.129,08     +1,44%         1.825,23
SHANGHAI COMP .SSEC      1.719,77     -0,52%         3.375,40
SYDNEY .AXJO              4.221,5     +5,06%          5.714,4
BOMBAY .BSESN           10.188,69     +4,98%       16.275,59
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 MILANO, 3 novembre (Reuters) - Le borse del sud est asiatico
galoppano con rialzi consistenti, mentre Tokyo è chiusa per
festa.
 L'indice Msci MIAPJOOOOPUS che esclude il Giappone sale
per il quinto giorno di fila, con tagli dei tassi d'interesse
attesi in Australia, Inghilterra e zona euro.
 Le ultime manovre di politica monetaria espansiva
galvanizzano in particolare l'India, con l'indice di BOMBAY
trainato dai bancari e in rialzo di oltre il 5%.
 Bene anche le altre piazze, con l'eccezione di SHANGHAI 
dove prevalgono i timori sulle prospettive degli utili societari
e i broker vengono colpiti da una raffica di vendite.
 In generale "si respira un cauto ottimismo e si spera che
gli sforzi delle autorità per contrastare la crisi prendano
finalmente piede", nota un trader.
 "D'altra parte, sul fronte dell'economia reale, non si può 
prescindere dal fatto che il rallentamento economico globale si
traduca, per le economie asiatiche, in un netto calo della
domanda dall'estero", aggiunge Patrick Bennett di Societe
Generale.
 Ad HONG KONG sono salde sugli scudi le banche cinesi, mentre
a SEUL il pacchetto di stimoli fiscali promesso dal governo
incoraggia gli acquisti sui titoli finanziari e delle
costruzioni, in un clima di elevata volatilità.
 A SYDNEY bene banche e minerari, spinti da acquisti
d'occasione, e a TAIWAN sono forti, oltre ai finanziari, anche i
titoli del turismo e i produttori di computer.
 Sul piano macro, con la prospettiva di un altro round di
tagli ai tassi, torna una certa propensione al rischio e si
sgonfia il rally del dollaro.
 Il greggio continua a salire (derivato a dicembre CLc1 sul
Nymex verso i 69 dollari/barile) e l'oro quota 733 dollari
l'oncia (+8,95 dollari rispetto alla chiusura teorica di venerdì
a Wall Street).