2 settembre 2008 / 07:27 / tra 9 anni

Borse Asia-Pcifico giù su timori politici e dollaro

<p>Un uomo in una banca di Taipei controlla l'andamento delle Borse. REUTERS/Pichi Chuang (TAIWAN)</p>

MILANO (Reuters) - Le borse dell‘area Asia Pacifico sono tutte i trritorio negativo, ad eccezione di Bombay, appesantite dal dollaro forte grazie al calo di oltre 4 dollari del greggio, che oggi scambia intorno a 110 drl/barile. Si allentano i timori per l‘uragano Gustav, ma predominano le incertezze politiche ed economiche in paesi come Thailandia e Corea del Sud.

Il peggioramento delle prospettive di crescita economica e il fermento politico hanno continuato a pesare sull‘economia della regione Asia-Pacifico.

Alle 8,55 l‘indice MSCI dell‘area Asia-Pacifico, che esclude il Giappone, cede l‘1,08%, a 375,09 punti.

“Le incertezze politiche in Asia sono di supporto al dollaro di default”, ha dichiarato Sharada Salvanathan, strategist valutario per Bnp Parisbas di Hong Kong.

“La crescita globale sta rallentando, cosa che rallenta le esportazioni, l‘inflazione rimane elevata, le banche centrali devono alzare i tassi di interesse , ma l‘ultima cosa che un governo sul punto di cadere vuole è alzare i tassi. E’ un circolo vizioso”, ha aggiunto.

A TOKYO, il primo ministro giapponese Yasuo Fukuda ha rassegnato le dimissioni ieri, con un effetto limitato sui mercati. Il Nikkei ha però chiuso in calo dell‘1,75% a 12,609 punti.

A BANKOK è stato dichiarato lo stato di emergenza, una situazione che ha pesato sul baht, in un contesto in cui la crescita sta rallentando e l‘inflazione sta tornanado a

crescere. Il primo ministro ha autorizzato l‘uso delle armi per sedare le proteste che durano da lungo tempo.

La piazza di SEOUL cede oltre lo 0,5%, ai minimi da marzo 2007 mentre gli investitori stranieri continuano ad uscire da questo mercato. A guidare le perdite il settore finanziario, sulla scia dell‘annuncio che la banca di stato Korea Development Bank potrebbe decidere di associarsi al gigante del credito americano Lehman. Crescono anche i timori per l‘inflazione, nonostante il governo abbia annunciato di essere in grado di evitare un indebolimento della valuta.

Anche per le banche centrali di Thailandia, Malesia e Indonesia si pensa che alzeranno i tassi di interesse.

HONG KONG si muove in territorio negativo, cedendo oltre l‘1%., appesantita dal forte calo di CNOOC, che perde oltre il 6%. A frenare il titolo petrolifero le ipotesi che Gustav non interromperà la produzione offshore di greggio e gas naturale del Golfo del Messico.

SHANGHAI cede lo 0,8%, trascinata dai titoli finanziari e dalle materie prime,in particolare dall‘acciaio, in una giornata caratterizzata da scambi rarefatti.

In controtendenza invece BOMBAY, che sale dell‘1,3%, grazie al calo del greggio che ha calmato i timori per l‘inflazione e per un eventuale taglio dei tassi, pur non allentando i timori per la crescita economica. A guidare i rialzi il settore bancario, in crescita dell‘1,5% , con i principali istituti di credito, come State Bank of India e ICICI Bank in progresso tra l‘1,5 e il 2,3%.

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